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“La vita è un brivido che vola via”

Che cosa può fare un cognome comune in un posto sconosciuto? Vasco Rossi da Zocca!
Il più controverso e talentuoso artista del panorama rock italiano nasce nell’Appennino modenese, per l’appunto a Zocca, il 7 febbraio 1953 da  Giovanni – Carlo Rossi  e dalla madre Novella Corsi, donna  risultata poi fondamentale nell’avvicinamento alla musica del figlio.
Di che pasta è fatto il giovane Vasco se ne accorgono tutti e subito, un carattere ribelle e la totale opposizione a tutto ciò che è regola, ne fanno un bambino di difficilissima gestione tanto che nel 1967, per arrivare al conseguimento del diploma superiore,  i genitori decidono di mandarlo al collegio dei salesiani.
Quell’esperienza segnerà per il resto della vita la già difficile personalità dell’artista emiliano che nel frattempo trova come unica fonte di rifugio la musica.
Abbandonati gli studi di economia, nel 1975, insieme all’Amico Marco Gherardi  fonda “punto radio”, di cui e’ DJ, e nel 1977 incide il suo primo 45 giri con i brani “ Jenny e’ pazza” e “Silvia”.
Nel 1982, dopo aver già realizzato  lo storico album  divenuto icona di una intera generazione “Siamo solo noi”, partecipa, con il brano “Vado al massimo”,  al festival di Sanremo  segnando così la svolta definitiva di una inarrestabile carriera, storica è la scenetta del cantautore di Zocca mentre abbandona il palco dell’Ariston con il microfono nella tasca della giacca.
L’anno dopo, Vasco Rossi, partecipa nuovamente al festival con la sua canzone più famosa e più rappresentativa “Vita spericolata”.
Da lì in poi: 22 album pubblicati, 15 in studio, 5 live e 2 raccolte, concerti che hanno toccato punte di 130.000 spettatori (all’ Heineken Jammin’ Festival a Imola del 1998) , più di 140 bellissime canzoni, decine di dischi di platino vinti (10 solo con “Gli spari sopra”) e un fiume di problemi giudiziari, caratterizzano la vita di Vasco Rossi, geniale come lo definiscono alcuni, demoniaco e diseducativo come lo giudicano altri.
La verità come spesso accade rimane in mezzo, in pochi  sono riusciti a dire cento parole pronunciandone soltanto un paio, ad avere una presenza scenica di inimitabile spessore ed una voce sposata in maniera perfetta alle melodie ed ai testi, ma certo, almeno nei primi anni di produzioni il messaggio lanciato dal grande rocker modenese non ha contribuito al riequilibrio della struttura sociale post sessantottina degli  ambienti giovanili, in ginocchio dopo l’esplosione negli anni settanta delle sostanze stupefacenti pesanti, di cui Vasco Rossi era, ovviamente,  un attento e appassionato consumatore.
“Una canzone per te”, “ C’e’ chi dice no”, “Liberi liberi”, “Albachiara”, bastano comunque questi titoli per ringraziarlo di esistere.
Venerato in Italia da pubblico e colleghi, il genio di Zocca non ha mai fatto fortuna all’estero, dove sono storicamente più attenti alle melodie piuttosto che ai testi, che invece,sono la sua vera grande forza.
 Il suo motto?  “La vita e’ un brivido che vola via, e’ tutto un equilibrio sopra la follia”…e scusate se è poco.

 

 

 

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