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Onore ai giovani americani che hanno salvato il nostro Paese

Il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani. E la scelta del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, di prendere attivamente parte alle celebrazioni di quest’anno,  rappresenta il riscatto di milioni di cittadini che per vari motivi non hanno mai partecipato a questa importante ricorrenza nazionale, negli anni ghettizzata e strumentalizzata da chi ne ha voluto trarre vantaggi di tipo politico.
Il  pensiero va a quei giovani, troppo spesso dimenticati, che giunsero dagli Stati Uniti e sacrificarono la loro vita per salvare la nostra terra. Eroi che meritano il rispetto di tutti e che hanno dato un contributo decisivo per la costruzione della pace. L’intervento degli Usa, a cui noi italiani dobbiamo un immenso ringraziamento, garantì non solo la salvezza del nostro Paese, ma anche il conseguente sviluppo economico, sociale e culturale. Uno sviluppo che ci ha portato ad essere oggi tra le più grandi potenze del mondo. Se fossimo invece entrati nell’area d’influenza sovietica, alla luce di ciò che è accaduto nei Paesi dell’Europa dell’Est, quello che tutti ricordano come il “miracolo italiano” si sarebbe sicuramente tramutato in un sogno irrealizzabile. La Storia si può discutere e interpretare, ma certo non si possono oscurare certi avvenimenti, che sono l’emblema di valori ed ideali fondati sulla democrazia e la libertà, insostituibili  punti di riferimento dei giovani liberali e moderati d’Italia.

 

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