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La Cina di Obama è a nanna, ma l’America lo aspetta sveglia

Quale è in America il banco di prova per testare l’appeal del Presidente? I più direbbero la politica estera. Ma quale è in America il banco di prova per testare l’appeal di Obama? Oggi, visti i sondaggi, i più direbbero la politica interna. Infatti, secondo l’Università di Quinnipiac, continua il calo del consenso di Barak Obama. Non contenti di affossare Miss Michelle, l’America per la prima volta fa scendere anche Mister USA al di sotto dell’indice di gradimento del 50%. Tra i motivi scatenanti, oltre alla contingenza della crisi, sembra che gli americani abbiano sviluppato un carattere da conservatori che penalizza la bilancia democratica e non hanno gradito i numerevoli e dispendiosi tour presidenziali verso Oriente tra Africa e Asia, compresi quelli di Hillary e della restante compagine dell’esecutivo. Infatti, dopo che Obama ha messo a nanna per qualche mese Pechino e consolato Seul, è atteso a Washington per giustificare le ultime dichiarazioni fatte in questi giorni lontano da casa su temi quali politica interna, guerra in Afghanistan e Guantanamo. A queste tre voci corrispondono le sue dichiarazioni su il possibile aumento esponenziale del debito pubblico USA, altre 40.000 unità da inviare in Afghanistan e il rinvio della chiusura del carcere Cubano. Tre knockout che pesano sulla campagna di comunicazione del Presidente e mentre la politica dell’I want you sembra avere perso carisma, l’America ha dimostrato che in tempi di crisi è tornato il protezionismo, almeno quello politico, per ora.

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