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INTESA BERLUSCONI-FINI: POCA CONVINZIONE, MOLTA OPPORTUNITA’

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Ci siamo. Berlusconi e Fini sembrano aver trovato la quadratura sul cosiddetto processo breve. Ci sarebbe cioè l’intesa tra il premier e il presidente della Camera su una norma che metterebbe Silvio Berlusconi al riparo dall’offensiva giudiziaria.
L’intervista dell’ex leader di An alla trasmissione Che tempo che fa di Fabio Fazio ha in un certo senso confermato questo clima di intesa. Fini, pur ribadendo le sue perplessità, ha infatti convenuto sulla linea berlusconiana secondo la quale i problemi giudiziari del fondatore di Fininvest nascono all’indomani della vittoria delle elezioni politiche nel 1994.
Sembra quindi che Fini scelga di schierarsi col premier più per opportunità che per convinzione. Accetta nei fatti ciò che rifiuta a parole perché le condizioni non gli consentono di fare diversamente. Non è nelle condizioni di succedere al Cavaliere né alla guida del partito né alla guida del governo.
E poi c’è dell’altro: primo, il leader del PDL ha tutt’altro che accantonato l’ipotesi del voto anticipato. Secondo, o Fini accetta gli strumenti legislativi elaborati dal trio Pecorella-Ghedini-Bongiorno, oppure dovrà assumersi l’onere di trovare una soluzione accettabile e magari politicamente corretta rifinendo un nuovo escamotage legislativo. Perché questa legislatura non regge senza Silvio Berlusconi e il problema della giustizia – lo sa anche Fini – non si riduce ai problemi personali del presidente del Consiglio.

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