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Fecondazione assistita, tanto scandalo per nulla

Che diavolo ha da protestare Ignazio Marino, esponente del Pd? I centri per la procreazione medicalmente assistita (Pma) dovranno inviare i dati in loro possesso al Ministero della Salute il quale li inoltrerà all’Istituto Superiore di Sanità e al Centro nazionale trapianti (Cnt). Lo prevede un emendamento del senatore Lucio Malan contenuto nel decreto “milleproroghe” approvato venerdì al Senato. Il Ministero predisporrà un decreto per definire le modalità di comunicazione di tali informazioni da parte delle strutture autorizzate «ai fini del successivo inoltro, sia in forma aggregata che disaggregata». Un’iniziativa che risponde a una direttiva comunitaria, spiega il direttore del Cnt Alessandro Nanni Costa, secondo il quale il flusso di dati fa riferimento a due indicazioni: la prima riguarda le procedure di qualità, sicurezza e tracciabilità del singolo centro; la seconda è correlata all’attività complessiva del centro e all’attività regionale che servono a comprendere come funziona la legge nel suo complesso. In altre parole fa comprendere, attraverso il registro nazionale previsto dalla legge 40, come viene applicata la normativa sul territorio.
Ma il senatore del Pd Ignazio Marino vede nell’emendamento un rischio di abuso, in quanto può mettere a rischio la privacy delle donne e dar luogo possibili «schedature». Quanto spiegato sulla necessità di rispondere a una direttiva Ue, ha dichiarato, «è un abuso del governo e un fatto grave che mette in luce una duplice irregolarità. Da un lato c’è lo strumento giuridico usato per inserire nuove norme: con una legge il cui unico scopo è prorogare il termine della relazione al Parlamento, in realtà vengono inseriti contenuti di sostanza su una tematica molto sensibile come quella della fecondazione assistita». La domanda, sorge spontanea: Marino, ma che stai a dì?
Bene ha fatto il senatore Malan a presentare l’emendamento e bene farà il Parlamento ad approvare questa disposizione che rispetta l’orientamento della normativa vigente sulla fecondazione assistita. Una normativa voluta da un’ampia maggioranza parlamentare e confermata da un referendum popolare ma messa a rischio dal tentativo ideologico e tecnicistico di certi magistrati e certi medici come, appunto, Ignazio Marino.  Non c’è nulla da scandalizzarsi dell’emendamento del senatore Malan. C’è semmai da scandalizzarsi del grido “al lupo al lupo” di certi parlamentari come Marino che parlano di abuso. A sproposito!

 

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