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Domani Michele Santoro conduce “Fastweb per una notte”?

Michele Santoro ha annunciato che domani sera, al Paladozza di Bologna presenterà la trasmissione “Rai per una notte”, annunciata il 1°marzo contro una legittima decisione del Cda della Rai in applicazione di un regolamento approvato dal Parlamento, su proposta di un membro dell’opposizione e sulla base di una legge, quella della par condicio, che tanto piaceva a quanti oggi protestano.
A noi sembra che la trasmissione abbia il nome sbagliato e dovrebbe chiamarsi “Fastweb per una notte”.Il perché è presto detto. Andate a vedere il sito “ raiperunanotte.it ”, dove troverete un video di Michele Santoro, le indicazioni per assistere alla trasmissione e, soprattutto, tutti gli sponsor dell’iniziativa. E troverete, accanto a presenze del tutto prevedibili (“Il Fatto Quotidiano”, la casa editrice “Feltrinelli”, l’associazione Articolo 21 e l’Usigrai, sindacato dei molti giornalisti di sinistra della Rai, la FNSI che promuove l’iniziativa insieme a Santoro, “Current Tv”, l’emittente diffusa da Sky), anche uno sponsor a sorpresa, che mai avremmo immaginato accanto a Santoro & C. Si tratta di Fastweb, l’azienda di telecomunicazioni che da un mese è al centro di un’inchiesta giudiziaria per quella che molti hanno definito la più grande truffa fiscale del secolo.
Intendiamoci: siamo liberali e garantisti e la pubblicità di Fastweb per noi è come le altre. Dunque non siamo indignati. Siamo curiosi e ci chiediamo come sia possibile che Santoro, Travaglio & C. abbiano richiesto o accettato la sponsorizzazione di un’azienda indagata, di cui è stato richiesto il commissariamento, il cui amministratore delegato Stefano Parisi è indagato, il cui fondatore ed ex-amministratore delegato Silvio Scaglia è rinchiuso a Regina Coeli dal 26 febbraio scorso ed è accusato di associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale nell’ambito dell’inchiesta romana sul presunto maxiriciclaggio di due miliardi di euro. Un uomo che i lettori de “Il Fatto Quotidiano” e i cultori di “Annozero” considerano tra i peggiori malfattori d’Italia.
Insomma, non si può non esser sorpresi dall’associazione tra Santoro e Fastweb. E così abbiamo approfondito. E ci siamo accorti di qualche coincidenza.
Lo scandalo Fastweb-Telecom esplode mercoledì 24 febbraio. Il giorno dopo, giovedì 25, Michele Santoro ad “AnnoZero” ne accenna appena, occupandosi solo dell’ex-senatore Nicola Di Girolamo e citando appena una volta Fastweb, così, tra due virgole, senza nemmeno accennare al reato contestato, alla richiesta di commissariamento, ai due miliardi di euro truffati. Basta guardare la puntata sul sito di “AnnoZero” per accorgersene. Eppure i giornali di giovedì mattina avevano già pubblicato molto. Ma a Michele Santoro interessava solo il senatore.
Anche “Il Fatto quotidiano”, che pure pubblica quasi esclusivamente inchieste giudiziarie su politici e imprese, non si appassionato al caso Fastweb-Telecom. Certo, il 24 febbraio il caso era in prima prima pagina con il titolo “Gangster d’Italia” e un sommario che diceva “Uno scandalo dietro l’altro. Mega truffa da 2 miliardi di euro. Coinvolte Fastweb e Telecom. E poi un senatore Pdl, la ‘ndrangheta e banditi della Magliana”. Poi è seguito qualche giorno di silenzio, Quindi il 28 febbraio è stato pubblicato un articolo di Gianni Barbacetto dal titolo “Fastweb, la stangata. Quando Silvio Scaglia beffò Milano con i soldi della città”.
Dal 1° marzo, il giorno in cui viene lanciata la trasmissione antiRai sponsorizzata da Fastweb, ecco che gli articoli dedicati alla megatruffa si fanno rari: fino ad oggi solo sei, tutti sull’ex-senatore eletto all’estero, con appena la citazione di Fastweb e Telecom.
Nello stesso periodo, tanto per rendersi conto della prudenza del “Il Fatto Quotidiano” nei confronti del proprio associato in sponsorizzazione, il Corriere della Sera ha pubblicato sull’argomento 66 articoli, Il Giornale 52, Il Sole 24 Ore 58, la Repubblica 54, La Stampa 42, Libero 30, L’Unità 13. Strano no? Ed è quello che ha scritto sulle pagine di Facebook che Marco Travaglio ha dedicato a “Rai per una notte” un sostenitore dell’iniziativa. Un ragazzo che il 17 marzo chiedeva: “Scusatemi, ma come dice Tonino Di Pietro, che c’azzecca Fastweb con sto’ sito, dopo tutte le porcate che hanno combinato insieme agli amichetti Telecom?”. La domanda è rimasta inevasa e, anzi, è sparita dopo poco, quasi per magia, lasciando però una traccia in Google che la riporta tuttora.
Non siamo della scuola di Santoro e Travaglio e non traiamo conclusioni. A loro, però, che fanno processi a tutti e in particolare a noi, tocca spiegare, e bene, come mai hanno richiesto e accettato quella sponsorizzazione, quanto vale, e per quale motivo, dopo il 1° di marzo, lo scandalo Fastweb-Telecom non è stato di loro interesse (il Predellino).

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