«L’arte non muore mai. Franco Battiato è immortale. La sua musica, le opere teatrali, cinematografiche lo testimoniano». Così Umberto Broccoli, autore e conduttore radiotelevisivo, ricorda l’artista siciliano, il suo antico rapporto che lo ha legato a lui fin dai primi anni ’80. «Tuttavia – aggiunge Broccoli, parlando ai microfoni di Skill On Air, il servizio di podcasting dello Studio di comunicazione The Skill – vorrei tener fuori la parte personale da questo mio ricordo per dire come e quanto oggi sia inflazionata la parola ‘artista’. Oggi tutti si definiscono, abusivamente, tali. Invece, per usare le parole dello stesso Battiato, l’uso di questa parola andrebbe ricondotto a ‘quote più normali’».

Secondo Broccoli, le canzoni «sono una parte dell’attività di Franco Battiato, una parte che fa riferimento a mondi lontanissimi, ad una capacità espressiva legata all’istinto, all’intuito. L’artista parla con l’intuito, l’intellettuale con la ragione, io preferisco l’artista». «Come ha parlato al mondo, Franco Battiato? Basterebbe citare tutto quello che ha raccontato, per esempio con parole come ‘la stagione dell’amore viene e va, i desideri non invecchiano quasi mai con l’età’». «Riflettiamo sulle parole di Franco Battiato – conclude Umberto Broccoli – Qualcuno ha pensato che fossero improvvisate. Invece no, sono parole pensate, e hanno una loro musicalità. Quindi Battiato vive, ricordiamoci di ascoltare quel suo testamento». Broccoli ha infine ricordato che nel suo ultimo brano, scritto per Andrea Bocelli e Caterina Caselli, emerge «tutta la sua fede nella reincarnazione, nella rinascita. Ecco, mi chiedo allora dove sia ora Franco. Io, che sono stato suo amico, credo che avesse ragione».