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Prime pagine 

 

Spinta per la legge elettorale. Depositate le motivazioni sull’Italicum

 

Deficit, niente procedura da Bruxelles ma più controlli

 

Merkel-Draghi, patto per un’Europa a una velocità

 

Raggi commissaria Berdini

 

Bando anti-islamici, anche la Corte d’Appello boccia Trump

 

Recupero record dell’evasione: nel 2016 incassati 19 miliardi

 

 

Politica

Il monito della Consulta al Parlamento sulla legge elettorale è finalmente arrivato. Sono state depositate le cento pagine di motivazioni del parziale stop all’Italicum. Il premio è stato giudicato “ragionevole” ma non deve “comprimere” la rappresentanza. Si chiede omogeneità tra Camera e Senato. Liana Mirella su Repubblica illustra i punti chiave del documento: armonizzazione dei sistemi («Le leggi elettorali  per Camera e Senato rischiano di produrre maggioranze parlamentari non omogenee. Vanno cambiate o quantomeno uniformate»), l’interesse ad agire («L’espressione del voto è un diritto inviolabile e permanente dei cittadini, i quali possono essere chiamati ad esercitarlo in qualsiasi momento»), il premio di maggioranza («La soglia del premio al 40% non è irragionevolmente alta. Vanno bilanciati i principi di rappresentatività e di governabilità»), il no al ballottaggio («Non si può trasformare artificialmente una lista che vanta un consenso limitato in maggioranza assoluta»), le pluricandidature («Il legislatore trovi regole più rispettose degli elettori per scegliere dove ‘radicare’ chi si candida in più collegi»)”.

 

Monica Guerzoni sul Corriere della Sera descrive le reazioni della politica alle motivazioni della Consulta sull’Italicum: “Sui cieli del Pd piombano le motivazioni della sentenza della Consulta. Due fronti sul voto da assegnare: i ‘turchi’ propongono il voto di lista, i renziani si innervosiscono”.

 

Intervistato dal Corriere della Sera, il giurista Massimo Luciani, ordinario di Diritto costituzionale all’università La Sapienza di Roma mette a fuoco prima delle altre, la pagina 75 delle motivazioni, dove la Consulta chiarisce a cosa serve la legge elettorale.: «La corte ha messo la politica davanti alle proprie responsabilità. E lo ha fatto ricordando decine di volte nelle 100 pagine delle motivazioni della sentenza che il legislatore ha sempre la più ampia discrezionalità in materia elettorale. Il messaggio al Parlamento, dunque, è quello di mettersi subito al lavoro per varare due nuove leggi elettorali per la Camera e per il Senato che sappiano suonare la stessa musica».

 

Carlo Bertini sulla Stampa svela le mosse del segretario Pd: accelerare per le primarie il 30 aprile. «Se non si voterà a giugno non ci sto a farmi cucinare, a quel punto faccio il congresso». Emilia Patta sul Sole 24 Ore aggiunge: “Il leader non si presenterà dimissionario ma il passo indietro potrebbe arrivare al termine della direzione”. 

 

Giuseppe Alberto Falci sulla Stampa riporta la notizia della telefonata tra il leader di Ncd, Angelino Alfano e il Cavaliere Silvio Berlusconi per ricucire i rapporti interrotti e provare a ricompattare il centrodestra.

 

Aldo Cazzullo intervista sul Corsera, l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia: «Il nuovo movimento si chiamerà Campo Progressista. Con Pd e liste civiche possiamo arrivare al 40%. L’11 marzo faremo il primo incontro nazionale a Roma. Poi apriremo le Officine per il programma. Pronti a stipulare un patto con il popolo dem con l’obbiettivo di spostare a sinistra il partito, ma servirà una legge che consenta le coalizioni». E su Renzi: «Ha lati positivi, non mi pento di aver votato Sì». Su Alfano: «Lo rispetto ma non possiamo stare con loro».

 

La Raggi commissaria Berdini ed è già in cerca del sostituto. Il Movimento creerà un gruppo di affiancamento composto da esperti che sosterranno l’assessore anti-sindaca ora in bilico. Nel frattempo un gruppo di intellettuali, tra cui Alberto Asor Rosa, Paolo Maddalena e Vezio De Lucia, chiede a raggi di rinunciare alle dimissioni dell’assessore all’Urbanistica: «Sarebbe un errore sacrificare il nemico degli abusi». Ne scrive Annalisa Cuzzocrea su Repubblica. La Stampa prova a ipotizzare i possibili sostituti: “Poche speranze per Montini, in corsa due professori universitari”.

 

L’assessore Berdini, commissariato dalla Raggi, in un colloquio con Giovanna Vitale (Repubblica) si confessa: «Sono un coglione, questa è la verità. Sto malissimo e sotto assedio dei giornalisti. Ho combinato un casino e provocato un danno a Virginia e ad una squadra che proprio non lo meritava. Non appena troveranno il mio sostituto finirà la mia agonia. Probabilmente sarei stato cacciato tra un mese per lo stadio della Roma. Loro vedono la trattativa e l’impianto in un modo, io in un altro».

 

Tommaso Ciriaco su Repubblica riporta stralci del discorso del Premier Gentiloni a Londra per il summit con la May: «Bisogna guardare alla realtà e alla Costituzione, la prima dice che questo governo ha il pieno sostegno dei due rami del Parlamento. La seconda è che l’esecutivo è in carica avendo la fiducia delle Camere».

 

Nel suo “Corsivo del giorno” sul Corsera, Domenico Calcagno spiega il perché la  politica riesca a fare confusione e a complicarsi la vita anche sulla Ryder Cup, la sfida biennale di golf tra Europa e America.

 

Economia

“Nessuna escalation verso una procedura formale per deficit eccessivo, o almeno non per ora. Ma il via libera sarà limitato”, lo scrive Federico Fubini (Corsera) che poi aggiunge: “Questa è la strategia di Bruxelles dopo l’impegno del governo italiano ad una manovra correttiva di soli 3,4 miliardi. L’obiettivo è tenere il Paese sotto una pressione costante e assicurarsi dai contraccolpi dell’incertezza politica a Roma”.

 

Lungo incontro a Berlino tra il presidente della Bce Mario Draghi e la Merkel. La cancelliera tedesca stringe un patto per l’euro e chiude la porta all’idea di un’Europa a due velocità diverse, puntualizzando: «L’Unione resti unita e le decisioni siano sostenute da tutti i Paesi». Alessandro Alviani sulla Stampa.

 

Lotta all’evasione, nel 2016 recuperati 19 miliardi. Marco Mobili (Sole): “Nel 2016 record nella lotta all’evasione fiscale. Sono stati recuperati 19 miliardi, il 28% in più sul 2015. I dati sono stati illustrati dal direttore delle entrate Orlandi e dal ministro Padoan. Gentiloni ha commentato: «Risultato senza precedenti». Il risultato per l’erario è di 450 miliardi rispetto ai 436 del 2015”.

 

Antonio Signorini sul Giornale commenta la manovra finanziaria: “Sta per arrivare la solita stangata. Aumenterà il prezzo del carburante del 2%. Sono pronti gli aumenti sulle accise per recuperare i 3,4 miliardi chiesti dall’Ue. Un euro in più per ogni pieno”.

 

Esteri 

Maltempo a New York. Ne scrive Giuseppe Sarcina sul Corsera: “La neve copre New York. Temperature sottozero, aeroporti nel caos, tremila voli cancellati. Chiuse le scuole e le sedi delle Nazioni Unite. Disagi e incidenti sulle strade mentre il sindaco De Blasio avverte: «Non venite a Manhattan in auto»”.

 

Federico Rampini su repubblica riporta del nuovo stop dei giudici al bando anti-islamici di Trump: “Anche i magistrati d’Appello bocciano la discussa misura che vieta l’ingresso ai cittadini di sette Paesi mussulmani. «Non appaiono necessità di sicurezza nazionale». La replica del presidente: «No, il rischio esiste. Ci vedremo alla Corte suprema». La sentenza di San Francisco verrà applicata in tutte le frontiere del Paese”.

 

Romano Prodi scrive al direttore del Corsera: “Io le sanzioni ai giganti europei le trovavo stupide ma era la legge”.

 

Giustizia

Fiorenza Sarzanini (Corsera) illustra la situazione del processo alla Raggi sul caso Romeo: “«Capo staff e delega alle partecipate». Così la Raggi diede più poteri a Romeo. E Lui nell’interrogatorio dice: «Avevamo un rapporto privato fatti di stima e amicizia»”.

 

Carlo Bonini su Repubblica racconta l’interrogatorio di 5 ore dei Pm a Romeo: “Dopo l’interrogatorio sulle assicurazioni restano i dubbi. La spiegazione non convince anche perché mesi dopo il funzionario venne promosso. Le risposte fornite vengono ritenute stravaganti e alimentano così nuovi sospetti. Tre anomalie nella nomina: la giunta fu tenuta all’oscuro”.

 

25 anni fa l’inizio di Mani Pulite e di una politica suddita. Francesco Damato sul Dubbio commenta le lamentele del presidente dell’Anm Davigo sull’ipotetica interruzione della cura, ossia dell’azione giudiziaria, contro il fenomeno corruttivo: “Lungi da essere boicottati e fermati, i magistrati furono aiutati dalla politica e dall’informazione”.

 

La Regione Lombardia si ritira dal processo di Mario Mantovani: «Non saremo più parte civile». Lo scrive Alessandra Corica su Repubblica Milano.

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