Salute

Vaccini, terza dose per tutti. Brusaferro: «scenario verosimile»

Scritto da vocealta

Se in prima istanza il Ministero della Sanità aveva stabilito l’obbligo della terza dose solo per anziani e fragili, l’ipotesi di allargare il raggio di azione a tutta la popolazione – secondo il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro – è ormai considerata la più verosimile.

La prima fascia ad essere interessata sarà quella degli over 60 con fragilità che hanno ricevuto l’ultima dose almeno sei mesi prima ma bisognerà aspettare la fine di novembre affinché l’intera categoria risulti protetta.

Ma perché c’è bisogno di una terza dose? È la variante Delta e la sua maggiore trasmissibilità la causa del richiamo anticipato. Gli ultimi dati dimostrano che questa variante rende possibile contagiare anche i vaccinati, seppur in maniera inferiore. È necessario quindi mantenere un livello adeguato di risposta immunitaria, possibile grazie a questa “dose booster”, ovvero un richiamo dopo un completo ciclo vaccinale primario. Come riportato da "Il Corriere della Sera", infatti, la terza dose risulta fondamentale in quanto col tempo gli anticorpi tendono a diminuire e, con l’arrivo dell’inverno, i contagi aumentano.

Non è secondario, infatti, che l’Italia – e il resto dell’Europa – stia mostrando dei chiari segni di ripresa dei contagi, raggiungendo e superando nuovamente l’1% del tasso di positività, con un aumento dei ricoveri.

Il 25 Ottobre, l’Agenzia europea per il farmaco (EMA) ha dichiarato che sarà possibile ricevere come richiamo uno dei due vaccini a m-RNA autorizzati in Italia (Pfizer e Moderna), indipendentemente dalla tipologia utilizzata per le prime dosi e con gli stessi rischi associati al ciclo primario.

Ad oggi, il calendario per le terze dosi dell’EMA prevede con priorità la vaccinazione di: immunocompromessi, over 80, residenti delle Rsa, personale sanitario, farmacisti e over 60 con fragilità.

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