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Ucraina, nessun risultato dai colloqui in Turchia

Scritto da vocealta

Si è concluso senza alcun progresso il colloquio in Turchia tra i due ministri degli Esteri russo e ucraino Serghei Lavrov e Dmytro Kuleba.

Il punto della situazione sulla crisi in Ucraina. Dopo il bombardamento che ha colpito l’ospedale pediatrico a Mariupol diversi quartieri sono in mano ai russi mentre un nuovo attacco ha colpito l’università. Mosca ha ammesso l’uso armi termobariche nel conflitto che intanto conta 1300 morti. La Cina accusa la Nato di aver spinto la Russia al conflitto. Inoltre, mentre Eni sospende l’acquisto di petrolio russo, Chernobyl resta senza corrente. Il Pentagono boccia il passaggio degli aerei polacchi a Kiev.

Intanto in Turchia si sono svolti i colloqui tra Ucraina e Russia, il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha precisato, durante la conferenza stampa tenutasi dopo l’incontro con Lavrov, che è stata affrontata «la questione del “cessate il fuoco” di 24 ore per risolvere la maggior parte delle questioni urgenti dal punto di vista umanitario. Non abbiamo fatto progressi su questo purtroppo, sembra che ci siano altre persone che decidono su questo in Russia», ha precisato.

Anche sull’apertura dei corridoi umanitari da e per Mariupol, Kuleba ha detto che «sfortunatamente Lavrov non è stato in condizione di impegnarsi. Sono pronto a incontrare nuovamente Lavrov se ci saranno prospettive concrete», ha aggiunto.

Il ministro degli Esteri russo, Lavrov al termine dell’incontro ha precisato: «Abbiamo avuto la conferma che non abbiamo alternative. Coloro che riempiono l’Ucraina di armi devono capire che sono responsabili delle proprie azioni. – Poi ha aggiunto – Non abbiamo attaccato in Ucraina. In Ucraina si è creata una situazione che ha creato una minaccia a Mosca, abbiamo fatto vari appelli ma nessuno ci ha ascoltato. Questi contatti non possono esser usati per sostituire o svalutare i negoziati principali sul territorio bielorusso».

Il ministro degli Esteri turco ha invitato il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Mariano Grossi, in arrivo in Turchia nelle prossime ore per discutere sulla questione urgente di garantire la sicurezza e la salvaguardia degli impianti nucleari in Ucraina.

Sempre maggiori i timori per le centrali nucleari sul territorio ucraino dovuti all’inquietante silenzio dalla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia che ieri, spiega l’Agenzia internazionale per l’energia atomica che monitora il sito, ha smesso di trasmettere dati. Un’interruzione nelle comunicazioni registrata anche dal sito di Chernobyl.

La guerra continua su diversi fronti in Ucraina. A Kiev hanno ripreso a suonare le sirene antiaeree. Nuovi bombardamenti hanno colpito un edificio residenziale vicino alla città di Kharkiv causando quattro morti, di cui due bambini. Un attacco ha centrato il villaggio di Slobozhanske, nel sud-est del paese, ferita una bambina di 5 anni, ma si scava tra le macerie per estrarre altri corpi. Oggi è prevista l’apertura di altri tre corridoi umanitari, si vedrà se la tregua sarà effettiva.

Alle sanzioni che colpiscono la Russia si aggiunge quella di Moody’s, che ha annunciato di declassare i rating di 39 istituti finanziari russi, a seguito del declassamento dei rating del governo russo a Ca da B3, con outlook negativo. Tra gli altri Alfa-Bank, Credit Bank of Moscow, Gazprombank, Russian Agricultural Bank, Raiffeisenbank, Renaissance Financial Holding Limited. «L’impatto delle sanzioni severe e coordinate annunciate nei giorni scorsi dai paesi occidentali sulla Russia, così come la risposta delle autorità russe – spiega Moody’s – si riflettono anche nel passaggio del Macro Profile della Russia a ‘Very Weak’ da ‘Weak+’».

L’Occidente al momento resta in allerta e monitora il boomerang che si sta generando a causa di sanzioni e guerra. La spinta sui prezzi esercitata dal conflitto farà sì che la crescita sarà inferiore al 4%, la premessa dalla quale partiranno i leader per stabilire le contromisure. Anche la Bce, che oggi riunisce il suo direttivo, è pronta a tornare in modalità emergenza.

Da Mosca arriva la dichiarazione dell’uscita dal Consiglio d’Europa. «La Russia non ha alcuna intenzione – recita un’uscita della Tass di questa mattina – di sopportare le azioni sovversive intraprese dall’Occidente, che spinge per un ordine basato sulle regole e sulla sostituzione del diritto internazionale calpestato dagli Stati Uniti e dai suoi satelliti».

L’Fmi intanto approva aiuti per 1,4 miliardi di dollari a Kiev. Mentre Mosca subisce i pesanti effetti dell’isolamento economico e registra nuovi abbandoni del mercato: è la volta di Sony, Nintendo, Heineken e Carlsberg fermano le vendite in Russia. Stop per l’acquisto di petrolio da Mosca da parte di Eni.

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