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Scuola: l’appello dei presidi

Scritto da vocealta

Il 5 gennaio 2022 il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che, oltre l’obbligo vaccinale per gli over 50, introduce delle nuove misure per la scuola. Infatti, cambiano le regole per la gestione dei casi di positività: nella scuola dell’infanzia è prevista la sospensione delle attività per 10 giorni, in quella primaria si applica la sorveglianza con testing: un tampone al primo e al quinto giorno dalla scoperta del caso e con due positivi si va in dad per 10 giorni.
Per medie e superiori la norma prevede invece tre diversi step: con un solo caso di positività si continua ad andare in presenza, si attiva l’autosorveglianza e l’obbligo di mascherine Ffp2; con due casi chi è vaccinato con il booster o guarito da meno di 4 mesi resta in classe, i non vaccinati, i vaccinati e guariti da più di 120 giorni vanno invece in didattica digitale integrata; con 3 positivi, tutta la classe resta a casa e segue le lezioni da remoto per un tempo massimo di 10 giorni.

Un gruppo di dirigenti scolastici, dopo le nuove norme per il rientro a scuola, ha lanciato un appello al presidente del Consiglio, Mario Draghi, al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi e ai governatori delle Regioni per chiedere un posticipo di due settimane del ritorno in classe. Una misura precauzionale in considerazione dell’aumento dei contagi tra giovani per la variante omicron e “l’escalation di assenze” tra il personale della scuola.
«Una programmata e provvisoria sospensione delle lezioni in presenza (con l’attivazione di quelle a distanza) per due settimane è sicuramente preferibile ad una situazione ingestibile che provocherà con certezza frammentazione, interruzione delle lezioni e scarsa efficacia formativa», scrivono i firmatari.

L’appello, promosso da una ventina di presidi, ha già raggiunto oltre 1.500 adesioni di dirigenti scolastici di tutta Italia.

«A pochi giorni dall’inizio delle lezioni dopo la pausa natalizia, durante la quale non ci siamo mai fermati, stiamo assistendo con preoccupazione crescente all’escalation di assenze – scrivono i dirigenti scolastici – Abbiamo personale sospeso perché non in regola con la vaccinazione obbligatoria e, ogni giorno di più, personale positivo al Covid, che non potrà prestare servizio e nemmeno potrà avere, nell’immediato, un sostituto».
Altrettanta preoccupazione grava sulle probabili assenze del personale Ata. «Non sapremo, privi di personale, come accogliere e vigilare su bambini e ragazzi e ci troveremo nell’impossibilità di aprire i piccoli plessi e garantire la sicurezza e la vigilanza».

Il rischio di riaprire e richiudere è altissimo, visto che “il virus si trasmette per aerosol e la classe è una condizione favorevolissima al contagio” come si era visto prima della pausa natalizia, quando si era registrata una elevata incidenza di contagi all’interno delle classi.

«Lo vogliamo sostenere – concludono – con forza, decisione e con la consapevolezza di chi è responsabile in prima persona della tutela della salute e della sicurezza di migliaia di persone».

Non si era mai registrata una posizione così dura e una simile iniziativa di protesta da parte dei capi d’istituto, nemmeno in passato.

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