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Muore Bernardo Bertolucci, il regista poeta di Ultimo tango a Parigi

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L'Italia e il mondo del cinema in lutto per Bernardo Bertolucci, morto oggi all'età di 77 anni. Palma d'oro alla carriera nel 2011, il suo ultimo lavoro era stato "Io e te", trasposizione cinematografica del romanzo di Ammaniti.

Bertolucci nasce a Parma il 16 marzo 1941, figlio del grande poeta Attilio Bertolucci. Presto diventa amico di Pier Paolo Pasolini, di Moravia, Elsa Morante, Enzo Siciliano, Dacia Maraini, e già a vent'anni vince il Premio Viareggio per la poesia con la sua "Il cerca del mistero". La sua passione però è il cinema. Inzia da documentarista come assistente di Pasolini sul set di "Accattone". Sempre con l'aiuto dell'amico realizza nel 1962 il suo primo lungometraggio, scritto proprio da Pasolini e prodotto da Tonino Cervi, "La commare secca".

Nel 1964 con il secondo film, "Prima della rivoluzione", esprime finalmente la sua cifra distintiva, uno stile altamente raffinato, sofisticato e popolare, sempre al limite con la poesia, che lo emancipa dal debito artistico con l'amico emiliano. Tutti i suoi personaggi sono pervasi da un'ambiguità sia esistenziale che politica. Ritornano sempre i temi del conflitto interiore, dell'ambivalenza, del conflitto politico-generazionale. Nel 1968 Bertolucci gira "Partner", film che incarna lo spirito tipico di quegli anni.

Nel 1972 arriva la consacrazione con "Ultimo tango a Parigi", con Marlon Brando e Maria Schneider, Jean-Pierre Le'aud e Massimo Girotti, dove il sesso e la trasgressione sono elevati a soluzione del male di vivere. Dopo la prima proiezione a New York, in Italia il film fu sequestrato e ritirato in seguito a una sentenza della Cassazione del 29 gennaio 1976, mentre Bertolucci veniva condannato per offesa al comune senso del pudore, e privato dei diritti civili per cinque anni, compreso quello di voto.

La pellicola viene dissequestrata nel 1987, dopo svariati processi d'appello. Bertolucci e' ormai un regista di culto, esponente principale di una sorta di Nouvelle Vague italiana (con Bellocchio). Nel 1975 dirige "Novecento", epopea 'hollywoodiana' delle lotte contadine emiliane dai primi anni del secolo alla Seconda guerra mondiale, pieno di grandi nomi del cinema italiano e internazionale (da Robert De Niro a Ge'rard Depardieu, a Francesca Bertini).

Nel 1987 vince nove Oscar, tra cui miglior regista e miglior film, con "L'ultimo imperatore", grande successo a livello internazionale. Seguono "Il tè nel deserto" (1990), tratto da un romanzo di Paul Bowles, e "Piccolo Buddha" (1993) con Keanu Reeves, ambientato in Nepal e negli Stati Uniti.

Tornato in Italia dopo un lungo periodo a Londra, sua seconda patria, Bertolucci gira "Io ballo da sola", film tratto da un racconto di Susan Minot in cui riprende le sue predilette tematiche intimiste ed esalta il piacere di vivere 'dopo' la rivoluzione. "The Dreamers – I sognatori" (2003), torna a raccontare la rivoluzione del '68 attraverso le passioni politiche e sessuali di una coppia di fratelli nella Parigi della contestazione. 

Nel 2007 riceve il Leone d'oro alla carriera al Festival di Venezia e nel 2011 la Palma d'oro alla carriera al Festival di Cannes. Il regista ha vissuto gli ultimi anni della sua vita sulla sedia a rotelle, a causa di una grave malattia, e ciò gli rendeva impossibile usare certi macchinari. "Io e te" ha vinto 2 Nastri d'Argento, 6 candidature a David di Donatello, e In Italia al Box Office ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 1,6 milioni di euro e 607 mila euro nel primo weekend.

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