Politics

Il regalo di Sacconi

Né mimosa né fiocco rosa. Il più bel regalo che le donne italiane (quelle in gamba, quelle che lavorano, che non hanno una colf per ogni casa e una tata per ogni figlio, quelle che non hanno tempo di organizzare riunioni nel proprio salone-museo di Parioli) hanno ricevuto ieri è stato fatto loro dal Ministro Sacconi e dalle parti sociali, Cgil compresa (il sindacato è sempre più vicino alle donne, a cui ha dedicato un’intera campagna pubblicitaria con tanto di portale: www.donnechelavorono.it).
È stata finalmente firmata un’intesa sui temi della conciliazione lavoro-famiglia da inserire nella contrattazione collettiva, in particolare in quella di secondo livello perché diventi prassi generale. Le parti sociali lavoreranno sulle migliori pratiche, che oggi sono il vanto di pochissime aziende lungimiranti, per dare vita ad un nuovo sistema di regole che preveda la possibilità di usufruire del congedo parentale in modalità part time  (portandolo da 6 a 12 mesi), l’incentivazione del telelavoro, la creazione e l’utilizzo di banche-ore, più flessibilità nei casi di grave infermità del coniuge o di un parente. Così come l’obbligo per il datore di lavoro di restituire alla lavoratrice, tornata al lavoro dopo la maternità, mansioni uguali o equivalenti.
Se tra tre mesi le parti troveranno un’intesa, si potrà procedere con la firma di un avviso comune a cui si farà riferimento nell’ambito della contrattazione. Novanta giorni per cambiare l’Italia, per farla ripartire e rientrare in gioco. Perché per dimostrare al mondo che si è aperta anche per il nostro Paese una nuova stagione, bisogna ripartire dalle donne e dalla consapevolezza che la scommessa con il futuro si vincerà solo quando non bisognerà rinunciare alla carriera dopo la prima gravidanza, oppure non bisognerà rinunciare ad un figlio perché si hanno i genitori lontani…
(da Avanti! del 09.03.2011)

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