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Cambiano le regole per il reddito di cittadinanza: le nuove proposte per il 2022

Scritto da vocealta

Il Comitato scientifico ha dato il via libera alle proposte di modifica del Reddito di Cittadinanza per il 2022, che dovranno ora passare attraverso il Parlamento.

«Condivido il principio del reddito di cittadinanza, ma bisogna che abbia un’applicazione che sia esente da abusi e non sia da intralcio al funzionamento del mercato del lavoro», ha detto il Presidente del Consiglio Mario Draghi prima di annunciare le nuove regole per la stretta.

Una delle possibili novità riguarda la revoca del beneficio al rifiuto di una seconda offerta di lavoro congrua, cioè un contratto che superi il mese, mentre, fino ad ora, si potevano rifiutare fino a tre proposte di impiego. Nel testo della proposta del Comitato Scientifico, infatti, si ricorda che i settori di possibile occupazione per i beneficiari del Rdc (come edilizia, turismo, ristorazione e logistica) possono essere caratterizzati da una forte stagionalità e bisogna “incoraggiare persone spesso molto distanti dal mercato del lavoro ad iniziare ad entrarvi e fare esperienza”.

Il decalage prevederebbe una diminuzione di 5 euro al mese a partire dal sesto mese, ad eccezione delle famiglie in cui tutti i componenti sono inoccupabili o sono presenti minori sotto i tre anni, persone con gravi disabilità e non autosufficienti. Inoltre, la stretta non riguarderebbe gli assegni con un importo pari o inferiore ai 300 euro.

«Il decalage partirà dopo la prima domanda di contratto congruo rifiutata. Tutto il resto delle disposizioni già presentate nella richiesta contenuta nella legge di Bilancio come uscito dal Cdm, rimangono inalterate. Ma per noi era fondamentale che il decalage partisse dopo il primo rifiuto e non in modo automatico», ha commentato il Ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli.

Un altro possibile motivo di decadenza riguarda il caso in cui un beneficiario non si presenta quando convocato ad un centro per l’impiego. Per evitare che il sussidio vada a beneficiari che non ne hanno diritto, il governo si sta preparando ad un rafforzamento dei controlli e aumenteranno, inoltre, le verifiche da parte dell’Inps sui requisiti patrimoniali indicati nella dichiarazione sostitutiva unica, con particolare attenzione ai beni posseduti all’estero.

Un’altra possibile revisione, infine, riguarda i requisiti d’età per l’anticipo pensionistico con Opzione Donna. La norma dovrebbe, infatti, essere modificata rispetto all’ipotesi iniziale che prevedeva un’età di pensionamento anticipato di 60 anni, e abbassarsi a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e a 59 anni per le autonome.

«È chiaro che il sistema precedente non ha funzionato», ha commentato ancora il Presidente Draghi. « È stato un disincentivo al funzionamento del mercato del lavoro, almeno “in bianco”, non in nero».

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