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Riforme, Quagliariello: non voterò il ddl Boschi

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Scritto da Super User

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“Nella riforma costituzionale c’è una parte del mio lavoro, lo riconosco… Così come sono assolutamente consapevole che il testo votato in Parlamento avrà una portata storica per quel riguarda il Titolo V e il bicameralismo. Eppure, mercoledì in Senato non parteciperò al voto sul disegno di legge Renzi-Boschi. Mi asterrò dal voto perché il percorso costituzionale voluto dal presidente del Consiglio va corretto: con lo slogan ‘con me o contro di me’, col richiamo al referendum come ‘ultima spiaggia’, l’Italia rischia infatti di tornare a un sistema bloccato incapace di affrontare le complessità del contesto nazionale e internazionale”. Lo dichiara Gaetano Quagliariello, senatore di Gal, in una intervista al Corriere della Sera. “Non dico – prosegue – che andiamo verso un regime autoritario. Però è certo che la nuova legge elettorale, l’Italicum, introduce un premierato forte con un ballottaggio molto simile a una elezione diretta del premier. Non temo derive autoritarie ma possiamo anche dire, per esempio, che la nostra legge sull’emittenza televisiva fa concorrenza a quella polacca sulla quale l’Europa ha aperto una faro di attenzione…”. “Non mi vorrei rassegnare – spiega Quagliariello – al muro contro muro prospettato da Renzi in vista del referendum di ottobre. Capisco chi si oppone, ma il presidente del Consiglio non dovrebbe cavalcare il tema della Costituzione alimentando una cinica operazione politica. Gli assetti costituzionali non si misurano sulle contingenze politiche ma si valutano con il metro del tempo medio e lungo”. Secondo il senatore ex Ncd, “alcuni correttivi” al ddl Boschi “sono necessari. Per questo presenterò 5 disegni di legge, ordinari e costituzionali: 1) la reintroduzione delle coalizioni nella legge elettorale; 2) la riforma dell’articolo 49 sui partiti con la regolazione delle primarie; 3) la modifica dell’elezione del presidente della Repubblica che oggi non ha una norma di chiusura; 4) l’istituzione di una commissione paritetica maggioranza-opposizione sul bilancio; 5) la riforma delle autorità di vigilanza garantendo il potere di controllo su di esse da parte del Parlamento”.

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