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Ramadan: che cos’è e perché i musulmani devono osservarlo

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Ramadan è il nome del nono mese dell’anno nel calendario lunare musulmano, nel quale, secondo la tradizione islamica, Maometto ricevette la rivelazione del Corano “come guida per gli uomini di retta direzione e salvezza” (Sura II, v. 185).


È il mese sacro del digiuno, dedicato alla preghiera, alla meditazione e allautodisciplina. Il digiuno è un obbligo per tutti i musulmani praticanti adulti e sani che, dalle prime luci dell’alba fino al tramonto, non possono mangiare, bere, fumare e praticare sesso. Dal digiuno sono esentati i minorenni, i vecchi, i malati, le donne che allattano o in gravidanza. Le donne durante il ciclo mestruale e chi è in viaggio sono solo temporaneamente esentati. Al tramonto il digiuno viene interrotto con un dattero o un bicchiere d’acqua. Poi segue il pasto serale (iftar).

 

Il digiuno (sawn) è uno dei cinque doveri della fede islamica.

Gli altri sono:

  • la professione di fede (kalima),

  • la recita quotidiana delle cinque preghiere (salat),

  • l’elargizione delle elemosine (zakat),

  • il pellegrinaggio (hagg) a La Mecca (Arabia Saudita) che deve avvenire almeno una volta nella vita.

La non osservanza di questi precetti, in alcune delle comunità più osservanti, può comportare l’imputazione del reato di apostasia.

 

Il Ramadan è il mese più sacro dei musulmani, che sono circa 1,6 miliardi in tutto il mondo, e il periodo dell’anno in cui si celebra è lo stesso in tutti i Paesi islamici. Il mese di Ramadan non cade sempre nello stesso periodo del calendario gregoriano, perché quello degli islamici è un calendario lunare (l'anno lunare dura circa 11 giorni meno di quello solare), e la numerazione dell'anno non coincide perché i musulmani iniziano a contare dal nostro 622 d.C., quando Maometto lasciò la Mecca per recarsi a Medina: perciò il 6 maggio 2019 per gli islamici è "1 Ramadan 1440"

 

Diversi i cibi che si possono mangiare quando cala il sole a seconda delle differenze nella tradizione . In Tunisia, Algeria e Marocco viene preparato un cous-cous soltanto con l’agnello, non il pollo o il montone, arricchito da uvetta; in Siria e in Giordania invece si mangiano i “katai”, dolci con ripieno di cocco, nocciole tritate e zucchero. Durante il Ramadan si bevono succhi di frutta, e nei Paesi del Maghreb quello di liquirizia, che alza la pressione sanguigna, perché chi digiuna ce l’ha più bassa del solito.

 

Il Ramadan è però ovunque un momento di condivisione e di unione. È usanza invitare i propri vicini e amici a condividere tutti insieme il pranzo serale, chiamato iftar,e a recitare particolari preghiere dette Tarawih.

 

Il Ramadan dipende dunque dalle fasi lunari o, più precisamente, dell'osservazione a vista della luna crescente (hilal). Questo fatto ha due conseguenze. La prima è che il Ramadan può iniziare (e finire) in date diverse da Paese a Paese. In Italia, per esempio, è cominciato tra 5 e 6 maggio e dovrebbe concludersi il 4 giugno. La seconda è che ogni anno il Ramadan inizia prima dell'anno precedente, e ci sono anni in cui viene celebrato in inverno, quando le giornate sono più corte (e dunque anche il digiuno).

 

In questo periodo storico, nel nostro emisfero, il Ramadan cade invece in primavera-estate e qui possono nascere alcuni problemi. Per esempio a Reykjavik, in Islanda, il digiuno dura poco meno di 22 ore, ossia regolarmente dall'alba, attorno alle 2 del mattino, al tramonto intorno a mezzanotte. A Sidney (Australia) è inverno e il digiuno dura poco più di 11 ore, mentre in Alaska nello stesso periodo il Sole non tramonta mai… In questo caso si è posta ovviamente la questione del digiuno, risolta da alcuni saggi con l'indicazione agli abitanti islamici di Juneau (Alaska) di seguire il calendario di un altro Paese.

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