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Quirinale, dopo la fumata nera di ieri al via il secondo voto

Scritto da vocealta

Elezione del tredicesimo Presidente della Repubblica: come previsto, fumata nera al primo scrutinio. I Grandi elettori sono convocati nuovamente a Montecitorio per la seconda votazione, oggi pomeriggio alle 15.

La prima votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai delegati delle regioni nell’Aula di Montecitorio si è conclusa con 672 schede bianche, non si è raggiunta quindi la maggioranza dei due terzi. Paolo Maddalena è stato il più votato con 36 preferenze, seguito da Sergio Mattarella con 16 voti, Marta Cartabia con 9 preferenze, Silvio Berlusconi con 7. Giuliano Amato, Pier Ferdinando Casini ed Elisabetta Casellati hanno ricevuto 2 voti ciascuno.

Oggi la Camera, in una seduta ad hoc convocata alle 12, presieduta dal vice presidente Andrea Mandelli, è stata proclamata Maria Rosa Sessa nel seggio del deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano deceduto ieri, quindi il numero degli elettori torna a 1009.

Previsto per oggi anche il vertice del centrodestra in cui i leader della coalizione provano a definire una rosa dei nomi da presentate al resto dei partiti. L’idea è quella di arrivare ad una terna ed al momento i nomi sarebbero quello dell’attuale presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati dell’ex magistrato Carlo Nordio e dell’ex presidente di palazzo Madama Marcello Pera.

Intanto l’ex premier Lamberto Dini ribadisce il suo favore per la possibilità di vedere Draghi al Colle. «Nelle trattative di questi giorni se i partiti delle due parti politiche principali, non trovano un accordo su Pier Ferdinando Casini o su Marcello Pera, che sono personalità che hanno ricoperto importanti incarichi istituzionali, allora il prossimo capo dello Stato sarà Mario Draghi».

Il nome dell’attuale presidente del Consiglio al Quirinale «sarebbe una garanzia per i prossimi sette anni – spiega Dini – Se resta a Palazzo Chigi nel 2023 sarà un illustre pensionato, perdiamo una persona di grande valore e competenza, riconosciuto e autorevole all’estero».

«Azione e +Europa guardano con preoccupazione a quanto sta accadendo in queste ore sull’elezione del Presidente della Repubblica. La maggioranza dell’attuale Governo non trova una soluzione che assicuri una o un nuovo presidente qualificato e riconosciuto dentro e fuori l’Italia, garantendo al contempo un progetto di Governo adeguato. I grandi elettori di +Europa e Azione oggi confermeranno il proprio voto per Marta Cartabia», si legge in una nota della federazione Libdem.

Pd e Iv sono fermi sul no al nome di Franco Frattini. L’opinione condivisa dai due partiti – come testimoniano le dichiarazioni di queste ore – è che in una fase delicata per la crisi Ucraina serva un profilo di presidente della Repubblica “europeista e atlantista”.

Per le prime tre votazioni è prevista l’elezione a maggioranza di due terzi dei componenti e al momento un candidato eleggibile con questa maggioranza, ma non c’è intesa neanche su un nome che possa essere votato a maggioranza assoluta a partire da giovedì. Almeno la giornata di ieri ha aperto un dialogo tra i partiti.

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