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La stretta dal governo contro la violenza sulle donne

Scritto da vocealta

Il consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge contenente un insieme di misure focalizzate sulla prevenzione della violenza e sull’azione tempestiva ed efficace, come illustrato dalla ministra alla Famiglia e alle Pari Opportunità, Eugenia Roccella. Tale disegno di legge sarà presentato al Parlamento con richiesta di procedura d’urgenza. Le misure cautelari sono state rafforzate e comprendono l’utilizzo del braccialetto elettronico, il distanziamento di 500 metri non solo dalla residenza della vittima, ma anche dai luoghi che frequenta abitualmente, l’ammonimento e la possibilità di effettuare arresti in flagranza differita con la produzione di video e foto come prove.

Tuttavia, questa è anche una misura che mira a ridurre i tempi di tutte le fasi dei procedimenti, considerando alcune condanne pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Sono stati stabiliti 30 giorni per consentire al pubblico ministero di valutare il rischio e decidere sulla necessità di adottare misure cautelari, e altri 30 giorni per consentire al giudice di metterle in atto. Inoltre, nel caso in cui le vittime o i loro eredi si trovino in uno stato di bisogno, potranno richiedere un pagamento anticipato in attesa dell’indennizzo definitivo, al fine di evitare che debbano attendere la conclusione del processo giudiziario. Le vittime saranno costantemente informate, ad esempio sulla data di rilascio dell’aggressore o sulla presenza di centri antiviolenza nella propria città.

Il governo non si limita solamente a proporre misure, ma mira anche a promuovere un cambiamento culturale. Come ha sottolineato Roccella: «Tutto questo non basta se non viene accompagnato da un cambiamento culturale e se non c’è una presa di coscienza delle nuove generazioni». Per raggiungere questo obiettivo, le vittime testimonieranno direttamente nelle scuole durante la prossima giornata contro la violenza sulle donne, che si terrà in autunno. Inoltre, Nordio ha suggerito l’idea di coinvolgere le vittime di reati nelle carceri, affinché possano condividere le proprie testimonianze e far comprendere ai detenuti la gravità fisica, morale e psicologica di tali comportamenti odiosi.

In conclusione, come ha affermato Roccella, è necessario lavorare per creare una crescente consapevolezza che deve essere costantemente alimentata.

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