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La rassegna stampa di SPIN (15-07-2015)

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Scritto da vocealta

rassegnaSulle prime pagine di oggi: patto storico dell’America con l’Iran. Saranno tolte le sanzioni in cambio della rimozione dei siti nucleari. Gli Usa: vigileremo, per dieci anni non potranno avere l’atomica. Israele: resa all’asse del male. Tsipras: appello per le riforme, non taglio stipendi e pensioni. A Milano movimenti nel centro destra e nel centro sinistra: arrivano le dimissioni della vice di Pisapia, Ada Lucia De Cesaris.

 

 

 

Politica e Giustizia

 

Sul Sole, intervista al guardasigilli, Andrea Orlando, a firma Donatella Stasio: “Per i corrotti mai più prescrizione”. E ancora: “contro il conflitto giudici-imprese occorrono magistrati più specializzati. L’intervista, ampia, merita di essere letta. Sulle intercettazioni: “Vanno tutelate, ma va fatto in modo che siano quanto più possibile strumento di indagine”. Dati sull’accelerazione del processo civile telematico.

 

Sul Corsera, a firma Fulvio Bufi, la richiesta d’arresto per il parlamentare di FI, Carlo Sarro, componente della commissione Antimafia. Titolo: “Così i politici truccavano gli appalti per arricchire le imprese dei clan”.

 

“È necessario mettere un freno alle pubblicazioni di intercettazioni irrilevanti”. Il Messaggero riporta in breve quanto detto a Radio anch’io dal segretario Anm, Maurizio Carbone.

 

Su privacy, sicurezza, intercettazioni un’importante intervista di Antonello Soro, garante della privacy, concessa a Liana Milella di Repubblica. Importante.

 

Claudio Scajola in un lungo colloquio con l’inviato de Il Secolo XIX, Marco Menduni, conferma: “ho parlato con Marco (Pannella) dopo la mia intervista a radio radicale. So delle difficoltà economiche del partito radicale e intendo aderire perché condivido le battaglie su carceri e giustizia”. Non è in discussione, però, la collocazione in Forza Italia dell’ex ministro, giunto al dodicesimo proscioglimento su tredici procedimenti subiti.

 

Si dimette a Roma il vice sindaco (Sel) di Ignazio Marino, Luigi Nieri.

 

Milano 2016

 

Accade di tutto. Si fa avanti per il centro destra la candidatura di Paolo Del Debbio. Berlusconi incontra a pranzo Maroni e conferma la fiducia nel vice governatore azzurro, Mario Mantovani, impegnato in un abbraccio muscolare con la Lega sulla sanità (finalmente in dirittura d’arrivo la riforma, concertata proprio da Mantovani) e sull’autonomia (grande successo della presentazione a Milano di «Lombardia migliore? Sì, Lombardia autonoma», ed. Gangemi). Andrea Montanari, tra gli altri, ne scrive su Repubblica. Le dimissioni del vice sindaco meneghino, Ada Lucia De Cesaris, scuotono la sinistra nel capoluogo regionale. Per Fabrizio De Feo, il Giornale, Berlusconi punta su Milano. Nel pezzo anche due notizie a margine: convocati a Roma gli amministratori locali di Forza Italia e in corso la costruzione del partito di Tosi, affidata al deputato Roberto Caon.

 

Qui centro destra

 

Verdiniani in uscita. Il Tempo con un articolo di Carlo Solimene, ne stima addirittura 15 al Senato.

Ampia intervista a Raffaele Fitto che domani lancia Conservatori e Riformisti: “no al mercato dei senatori, vogliamo i voti persi da FI e AN. Esiste un intero blocco sociale che ora si tiene ben lontano dalle urne: partite iva, artigiani e piccoli imprenditori. Puntiamo a quei voti che oggi Berlusconi non può più recuperare. I nostri orizzonti sono negli Usa, a Londra, a Gerusalemme. Né Tsipras, né Merkel”. A firma Tommaso Labate.

 

Salvatore Dama su Libero dà spazio allo scontro Brunetta-Ferrara andato in scena su Dagospia. Durissimo sul Foglio, tra l’altro, il capogruppo azzurro a Montecitorio: “il tuo Foglio è come la Grecia: non ha mai fatto una lira o un euro di profitto. L’unica speranza è essere comperato di volta in volta dal Principe, sempre nuovo e sempre uguale”.

 

Qui centro sinistra

 

Unioni civili. C’è il nodo dei costi, secondo Avvenire. Effettivamente, anche se sono stati bocciati con maggioranza trasversale gli emendamenti ostruzionistici presentati dal gruppo Ncd-Udc, manca la relazione sulle coperture e oggi la conferenza dei capigruppo decide sui tempi. Ne scrivono tra gli altri Avvenire, più ampiamente, e in un francobollo, l’Unità.

Giovanardi censurato a Cortina per la presentazione del suo ultimo libro, “Balle”. Durissimo sul Corsera, Pigi Battista: “siamo dalla parte di Giovanardi contro l’intolleranza di chi fischia prima di ascoltare”.

 

Addio a Bordon, innovatore dai tanti partiti. Sul Corsera il ricordo di Maria Teresa Meli.

 

Esteri

 

Sull’accordo con l’Iran, intervista di Paolo Valentino a lady Pesc, Federica Mogherini, sul Corriere: “L’Europa decisiva per la svolta. Saremo noi i beneficiari maggiori. Ora investire nelle generazioni di giovani che festeggiano per strada l’accordo. Per due o tre volte ho temuto il peggio. La pignoleria ha dilagato sui punti marginali”. Su La Stampa, Maurizio Molinari riferisce della diffidenza di Netanyahu. Obama gli telefona ma non riesce a convincerlo: “quanto avete concordato con l’Iran, gli consentirà di avere armi nucleari, comunque, entro 15 anni”. Emma Bonino intervistata dal Messaggero dice: “un passo importante, tra soli tre mesi l’Iran avrebbe potuto costruire la bomba”.

 

Libero riporta lo scontro negli Usa. Scrive Glauco Maggi: “Il Gop boccia Barack e il WSJ gli dà dell’idiota. Repubblicani pronti a dare battaglia per non far passare l’accordo al Congresso. Il presidente annuncia che userà il veto”.

 

Mario Del Pero commenta l’accordo sul Messaggero: la strategia americana consiste nell’alleanza con gli sciiti contro il terrore sunnita. Del medesimo parere, Carlo Jean, sentito dal Qn: “l’intesa servirà a rafforzare l’asse anti Isis. Ma ci vorrà tempo. Solamente un patto con l’Arabia Saudita può garantire la pace”. A firma Silvia Mastrantonio. Positivo anche Andrea Margelletti sul Mattino: “La firma di Losanna garantirà la pace. Ora più forte l’occidente contro il terrore”.

 

Molto critico il Foglio che dedica alla vicenda iraniana ampio spazio.

 

Maurizio Molinari racconta l’ultimo orrore dell’Isis sulle pagine de La Stampa: “Fa esplodere un neonato nelle esercitazioni all’uso delle bombe”.

 

Grecia

 

Scrive Ivo Caizzi sul Corsera: “Bruxelles pronta al prestito per Atene. Londra: noi non vogliamo pagare. L’ala dura di Berlino insiste: Grexit soluzione migliore. Il fondo monetario invece preme per una riduzione del debito greco”. Nelle stesse pagine, 

 

Andrea Ducci raccoglie la posizione del sottosegretario con delega agli affari europei, Sandro Gozi: “Dal 2017 potremo avanzare con coraggio una revisione dei trattati. Le prossime decisioni con referendum in tutta l’Unione”.

 

Eugenio Occorsio per Repubblica riporta le considerazioni dell’ex premier, Mario Monti: “l’Europa volti pagina. Unione fiscale e bancaria non sono più rinviabili. Renzi ha perso una grande occasione: poteva far capire a Merkel che il compito di mediazione spettava all’Italia”.

 

Ma Tonia Mastrobuoni su la Stampa spiega che Merkel ancora non si rassegna: “Estonia, Lituania, Slovenia. Per contare di più la cancelliera punta sui falchi dell’est che dicono: ingiusto pagare per Tsipras”.

 

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