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La rassegna di SPIN (02-07-2015)

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Scritto da vocealta

rassegnaÈ sempre la crisi greca a monopolizzare le prime pagine dei quotidiani. Ampio spazio anche all’italiana convertita all’Isis e la reciproca riapertura di ambasciate tra Stati Uniti e Cuba.

Grexit. Due le interviste. Mario Monti sul Corriere, Romano Prodi a Repubblica. «Atene sbaglia ma Berlino stia attenta o scatenerà una rivolta degli spiriti», dice il primo. «Renzi? Se i leader si imprigionano in un tweet allora sono follower. E in poche parole riesci a esprimere soltanto tesi populiste».

Il fondatore dell’Ulivo: «Atene non uscirà dall’euro ma senza autorità federale sarà l’Unione a fallire. Alla fine si troverà un compromesso, il danno sarebbe troppo grande. Voglio sperare che Atene non sia la nostra Sarajevo. Con una vera autorità europea la Grecia non sarebbe mai entrata nell’euro, invece abbiamo delegato tutto ai leader nazionali».

Editoriale sul Sole di Guido Gentili: “La catena di errori. Pasticci e realtà nella partita greca”.

Francesco Forte sul Giornale: “Altro che Europa unita, questo è il quarto Reich”.

Federico Fubini sul Corriere racconta il piano segreto di Varoufakis: una moneta parallela all’euro e scrive che il gruppo dei fedelissimi di Tsipras comincia a sfaldarsi.

Eugenio Occorsio ripercorre per Repubblica la storia del crac: “Cinquecento miliardi e cinque salvataggi in soli sei anni.. La somma da rimborsare ai creditori internazionali si aggira attorno ai 330 miliardi di euro”.

Tonia Mastrobuoni su La Stampa spiega perché la Merkel lascia la partita al “falco” Schaeuble che è certo del rafforzamento dell’euro con l’uscita della Grecia.

Il punto della situazione sul Sole 24 Ore: L’Europa congela i negoziati, la Merkel e l’Eurogruppo aspettano il voto di domenica. I ministri delle Finanze: «Tenuto conto della raccomandazione di Atene di votare no, non vediamo ragione per ulteriori trattative».

Anche se proprio sul Sole un articolo è dedicato alle Borse che credono nell’intesa con Atene.

Dello psicodramma greco scrive Stefano Cingolani sul Foglio: “Il paradosso è che il cambiamento viene chiesto dall’Unione europea e dalle forze moderate che sono al governo un po’dappertutto, mentre la sinistra radicale vuole salvare un assistenzialismo clientelare”.

L’Unità pubblica in prima il discorso di Renzi all’università Humboltdt (prima dell’incontro con la Merkel) a proposito del concetto di integrazione. Parte dall’abbattimento del muro di Berlino e giunge alla terza via europea tra la irresponsabilità e l’austerity: “una pagina che abbia il coraggio della crescita e non soltanto il totem dell’austerity”. La Stampa scrive che ha ricevuto 56 secondi di applausi.

Grexitaly. Avvenire intervista Enrico Letta: “Dalla rottura i danni maggiori per l’Italia. L’uscita della Grecia sarebbe l’inizio del declino del disegno europe”.

La Stampa invece interpella Elsa Fornero: “Non taglierei le pensioni dei greci, cercherei di portare subito a regime le riforme fatte e di impedire pensionamenti anticipati”.

Francesco Piccolo sul Corriere scrive: “La scelta obbligata della sinistra radicale: mediare sulla Grecia o restare perdente”.

Interessante analisi di Giovanni Orsina su La Stampa: “Il nostro centrodestra così antieuropeista”.

Politica interna. Giornata di attacchi a Matteo Renzi. Da Silvio Berlusconi (“In politica estera sta sbagliando tutto”, sul Corriere) al figlio Pierisilvio e a Della Valle come sintetizza Il Giornale: “I manager mollano il premier. Mr Tod’s: «Mattarella prenda atto che c’è un governo non votato dal popolo e in assoluto affanno». E si lancia in politica con «Noi itaiani»”.

Gli editoriali non sono favorevoli al presidente del Consiglio. Massimo Franco sul Corriere scrive che “è necessario un accordo per sbloccare la riforma del Senato perché i numeri della maggioranza sono in bilico”.

In negativo anche il retroscena di Ugo Magri su La Stampa: “Le quattro riforme in salita che tolgono il sonno al premier. Sul Senato può accelerare ma rischia il pantano sulla governance Rai”.

Come al solito più ampio il ragionamento di Alfredo Reichlin in prima sull’Unità si chiede: “Cosa c’è dietro Renzi? Io vedo un vuoto molto pericoloso. Non c’è una cultura politica e un’armatura socio-culturale capace di dare un’anima agli italiani”.

Il Fatto quotidiano anticipa le dichiarazioni di Ferruccio de Bortoli alla rivista Linus: “Renzi è il clone grasso di Berlusconi. Parla di sé in terza persona, è meschino, deve imparare a governare. Il Pd è sotto schiaffo dei trasformisti mentre i grillini ora sanno fare politica”.

Sempre sul Fatto, ritratto impietoso di Antonello Caporale: “Renzi, il premier allergico ai drammi”.

Il Corriere Roma riporta la nota aggiuntiva di Fabrizio Barca sui circoli del Pd: “bene ai Parioli, male in periferia”.

La cronaca milanese di via Solferino invece intervista l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini che si schiera al fianco di Passera per le elezioni comunali: “Può riunire le forze moderate. Ma non ho preso alcuna tessera”.

Jacopo Iacoboni intervista per la Stampa il governatore siciliano Rosario Crocetta: «Se avessi dato retta al Pd sarei finito travolto dagli scandali. Volevano in giunta Crisafulli e il cognato di Genovese. Non ho mai parlato con Renzi, io sono il vero renziano ante litteram, la rottamazione la sto facendo io”.

Terrorismo. Intervistina al Corriere del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti: “Bisogna agire sulla Turchia, i foreign fighters passano da lì, indispensabile la collaborazione tra le polizie europee”.

Su tutti i quotidiani la storia di Giulia, la convertita di Torre del Greco. “Presi 5 jihadisti della porta accanto”, titola La Stampa: “Gli arruolati dell’Isis erano nel Milanese. Cinque latitanti”.

Carlo Bonini su Repubblica: “Propaganda sul web in nome di Al Qaeda, a Roma i reclutatori”.

Editoriale di Angelo Mellone sul Tempo: “Inutile continuare a far finta di niente”.

Economia. Interessante Dario Di Vico sul Corriere: “Servizi pubblici, tre scioperi al giorno. L’anno scorso 1233 serrate”.

A proposito del sequestro dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone, Lello Naso scrive in prima sul Sole: “La vergogna nazionale della cultura anti-impresa”.

Esteri. Federico Rampini racconta su Repubblica lo storico annuncio di Obama: dopo 54 anni gli Stati Uniti ristabiliscono le relazioni con Cuba.

Editoriale di Alberto Negri sul Sole: “Solo la politica salverà l’Egitto”. 

Avvenire intervista il vescovo di Karachi: “Vi racconto la vita dei cristiani nel Pakistan dai due volti. Serve il dialogo per strappare l’Islam alla barbarie”.

Su La Stampa: “In Cina i trader di Borsa superano gli iscritti al Partito comunista”.

Pillole. A proposito della ragazza stuprata a Roma – a piazzale Clodio – l’altra sera da un sottufficiale di Marina, Il Tempo intervista per la prima volta la tassista violentata l’8 maggio: «Le pene dovrebbero essere esemplari. Ho ripreso a lavorare ma quando sale un uomo sul taxi ho sempre paura».

Da leggere il reportage di Luca Fazzo sul Giornale: ha partecipato al concorso per giornalisti in Rai a Bastia Umbra: cinquemila iscritti, tremila partecipanti, età media 40 anni.

 

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