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Eurozona. BCE: crescita rallentata. A livelli pre-pandemia nel 1° trimestre 2022

Scritto da vocealta

L’economia dell’area euro continua a riprendersi, anche se la crescita si è moderata negli ultimi mesi 2021, ma l’attività dovrebbe comunque riprendere forza nel corso di quest’anno. Lo sostiene la Banca centrale europea (BCE) nell’Economic Bulletin diffuso oggi. “L’attività economica si è moderata nell’ultimo trimestre dello scorso anno e questa crescita più lenta dovrebbe estendersi nella prima parte di quest’anno. Ora ci aspettiamo che l’output superi il livello pre-pandemia nel primo trimestre del 2022“, si legge nel rapporto.

La BCE sottolinea che la pandemia sta pesando sulla fiducia dei consumatori e delle imprese, con la diffusione di nuove varianti del coronavirus che sta creando ulteriore incertezza. “L’aumento dei costi energetici rappresenta un ostacolo per i consumi – evidenzia l’Economic Bulletin – La carenza di attrezzature, materiali e manodopera in alcuni settori sta ostacolando la produzione di manufatti, provocando ritardi nella costruzione e rallentando la ripresa in alcune parti del settore dei servizi. Questi colli di bottiglia persisteranno per qualche tempo, ma dovrebbero attenuarsi nel 2022″.

Nel commentare l’andamento dei prezzi al consumo, viene ricordato che l’inflazione è ulteriormente aumentata al 4,9% a novembre. La previsione di Francoforte è che rimarrà al di sopra del 2% per la maggior parte del 2022. “L’inflazione dovrebbe rimanere elevata nel breve termine, ma diminuire nel corso di quest’anno – viene evidenziato – La ripresa dell’inflazione riflette principalmente un forte aumento dei prezzi di carburante, gas ed elettricità”.

Secondo la BCE, nel corso del 2022, i prezzi dell’energia dovrebbero stabilizzarsi, i modelli di consumo si normalizzeranno e le pressioni sui prezzi derivanti dalle strozzature dell’offerta globale si ridurranno. “Nel tempo, il graduale ritorno dell’economia alla piena capacità e ulteriori miglioramenti nel mercato del lavoro dovrebbero sostenere una crescita più rapida dei salari”, si legge nel documento.

I rischi per le prospettive economiche vengono descritti come “sostanzialmente equilibrati”. L’attività economica potrebbe superare le aspettative della BCE se i consumatori acquistassero maggiore fiducia e risparmiassero meno del previsto. Al contrario, il recente peggioramento della pandemia, inclusa la diffusione di nuove varianti, potrebbe rappresentare un freno più persistente alla crescita. “L’andamento futuro dei prezzi dell’energia e il ritmo con cui vengono risolte le strozzature nell’offerta rappresentano rischi per la ripresa e per le prospettive di inflazione – viene affermato – se le pressioni sui prezzi si tramutano in aumenti salariali più elevati del previsto o se l’economia torna più rapidamente alla piena capacità, l’inflazione potrebbe rivelarsi più elevata”.

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