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Croazia: adotta l’euro ed entra nell’area Schengen

Scritto da vocealta

Ieri primo gennaio la Croazia è diventata il ventesimo Paese dell’Unione europea ad adottare l’euro, la moneta unica sotto il controllo della Banca centrale europea (Bce).

Si tratta di un passaggio molto importante che il Paese aspettava da molti anni. «La Croazia si è impegnata a fondo e con successo per diventare il ventesimo paese membro dell’area dell’euro. Mi congratulo con i cittadini croati. Questo dimostra l’attrattiva dell’euro, che apporta stabilità ai paesi che lo adottano», ha detto Christine Lagarde, presidente della Bce.

Inoltre, la Croazia è entrata nell’area di libera circolazione Schengen, che consente di circolare senza passaporto tra Stati membri. È un altro importante passo dopo l’adesione all’Unione Europea quasi dieci anni fa.

Il doppio traguardo viene raggiunto dopo anni di riforme che hanno permesso al Paese di soddisfare i requisiti necessari. Nel caso dell’euro, la moneta europea coesisterà con la kuna locale per due settimane. Fino alla fine del 2023 sarà obbligatorio indicare i prezzi di beni e servizi in entrambe le monete. Il cambio valuta sarà gratuito fino al 31 dicembre 2023, con un tasso di cambio di 7,53450 kune per ogni euro.

Il momento storico è stato celebrato a mezzanotte a due principali valichi di confine, con la Slovenia e con l’Ungheria, e a un bancomat nel centro della capitale Zagabria. Al valico di Bregana-Brežice, sull’autostrada Zagabria-Lubiana, il ministro degli Interni Davor Bozinović ha simbolicamente premuto per l’ultima volta il pulsante per alzare la rampa e lasciar poco dopo passare le prime automobili senza controlli. Alla cerimonia erano presenti anche la ministra slovena Sanja Ajanović Hovnik, e i capi della polizia croata e slovena. «Abbiamo aperto le porte all’Europa senza frontiere e definitivamente affermato la nostra identità europea per la quale si sono battute generazioni di croati», ha detto il ministro.

Sono arrivate le felicitazioni anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, via Twitter.

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