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Ai David di Donatello trionfa “Dogman” di Garrone: 9 premi

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"Dogman" di Matteo Garrone è il film italiano dell'anno. La storia del "Canaro" ha trionfato ai David di Donatello, i premi che ogni anno celebrano il meglio del cinema italiano, conquistando nove statuette fra cui le più ambite: miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura. Il premio come miglior attore è andato invece ad Alessandro Borghi per "Sulla mia pelle", in cui interpreta Stefano Cucchi, a cui ha dedicato la sua vittoria. «Questo premio è di Stefano Cucchi e all'importanza di essere riconosciuti essere umani a prescindere da tutto», ha detto, in un emozionato discorso. Il film si è aggiudicato anche il premio per il miglior regista esordiente, Alessio Cremonini, e miglior produttore, Cinemaundici, Lucky red, una vittoria significativa per il primo film distribuito da una piattaforma di streaming online, Netflix, che mette piede sul palco dei David. Miglior attrice protagonista Elena Sofia Ricci, che interpreta Veronica Lario in "Loro" di Paolo Sorrentino. Miglior film straniero Roma di Alfonso Cuaròn.

Grande successo ieri serata di consegna per i David di Donatello, i premi del cinema italiano, dagli Studios di via Tiburtina a Roma. L'evento è stato molto seguito sui Social, ai quali gli utenti hanno affidato i loro pensieri: #David2019 si classificano al primo posto dei programmi più commentati sui social del prime time con oltre 155 mila interazioni. L'hashtag dedicato alla cerimonia di premiazione si posiziona inoltre al primo posto dei Trend Topic Italia ed è il più discusso su Twitter dell'intera giornata. Tra i vincitori di ieri spicca Alessandro Borghi, molto apprezzato dal pubblico social. Su Twitter, Borghi ha pubblicato un'immagine della statuetta d'oro, e la didascalia si limita ad un sentito ringraziamento: «Grazie. Con tutto il mio cuore». I commenti sull'attore sono stati molti, e per lo più positivi, sui Social: «E' tutto vero, Alessa'. E' tutto vero ed è tutto tuo», «Come se avesse vinto uno di famiglia. Grazie Alessandro per essere stato così meraviglioso, per la tua bravura, per la tua interpretazione magistrale e per il tuo essere così te stesso in ogni occasione», «Comunque l'unico che è riuscito a dire 3 parole intelligenti e a dare un messaggio di umanità in mezzo a tanta auto-referenzialità è stato Alessandro Borghi, bravo».


Grazie alla pellicola 'Dogman', ispirata al delitto del 'canaro', il regista Matteo Garrone si è aggiudicato ben tre statuette personali (il film ne ha avute 9), ovvero miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura originale. Il protagonista di Dogman, Marcello Fonte, il grande sconfitto della serata (da Alessandro Borghi) ha pubblicato un'immagine del momento in cui il regista riceveva la statuetta. Nella didascalia si legge: «Grazie Matteo Garrone. Sei unico! ». Anche i questo caso gli utenti dei Social hanno accolto con entusiasmo la vittoria di Garrone: «Uno dei più capaci ed originali registi in Italia. Congragulazioni», «Io amo Matteo Garrone e il suo modo di usare la luce come un pittore nei quadri. Anche un parcheggio, ripreso da lui, diventa un Caravaggio», «Un riconoscimento meritato per Matteo Garrone, il suo Dogman e quel quadro drammatico di una gotica periferia romana», «Matteo Garrone si conferma come il più grande narratore cinematografico delle periferie e delle marginalità italiane». Uno dei momenti più commentati della serata è quello dedicato a Tim Burton, che ieri ha ricevuto il David alla carriera. Molti utenti, però, non hanno apprezzato la scarsa padronanza dell'inglese e le domande, considerate sciocche, di Carlo Conti al cineasta statunitense: «Tim Burton si riconferma il mio regista preferito. Fazzoletti presi», «Visionario, poetico, geniale: grande Tim Burton! », «Tim Burton è stato una cosa immensa", «Vedere insieme, sullo stesso palco, Tim Burton e Roberto Benigni è qualcosa di unico», «Se l'America non l'ha mai premiato, stasera il cinema italiano gli conferisce il David alla carriera», «Ma se può ancora sopportà che nel 2019 i conduttori della TV pubblica che presentano ospiti internazionali non sappiano parlare inglese», «Carlo Conti è il presentatore perfetto in un Paese dove la cialtronaggine e l'inadeguatezza sono la bussola governativa», «Rai mettiamoci d'accordo o questi eventi ci li facciamo in casa tra di noi o se hai ospiti internazionali devi prevedere un conduttore che sappia l'inglese».

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