Today

A Roma seminario “Time for action”, organizzato da ambasciata di Libia in Italia e Camera di commercio italo-libica

20170130-62
Scritto da Super User

20170130-62Il primo seminario del progetto “Time for action”, focalizzato sulla sicurezza, indetto da Ambasciata di Libia in Italia e Camera di commercio italolibica si è concluso con la presenza di ambasciatori, consoli e una nutrita schiera di imprese. Circa 80 persone in rappresentanza di una cinquantina di aziende hanno seguito gli interventi che si sono succeduti nell’arco del pomeriggio presso la prestigiosa sede dell’Accademia di Libia in Italia.

L’ambasciatore Amhed Safar ha puntualizzato in modo chiaro sia definendo il momento che attraversa il suo Paese, la Libia, e sia affermando che l’unico progetto di stabilità passa anche attraverso l’impegno dell’Italia e delle aziende italiane, che per la loro riconosciuta capacità, sviluppano economia, offrono opportunità di lavoro e quindi tessono prospettive di stabilità.

L’Ambasciatore ha affermato che lo sviluppo economico e la stabilità devono procedere in concomitanza e parallelamente tra loro, per concretizzare la stabilità politica in Libia, e che attraverso lo sviluppo economico e il ritorno delle società italiane si potranno creare opportunità lavorative promettenti e alternative per la rinuncia agli armi.

Il presidente della Camera italolibica, Gianfranco Damiano ha sottolineato come con l’apertura della nostra ambasciata a Tripoli, si avverte un segno altamente propositivo dell’Italia, solitaria nella compagine di un’Europa molto distratta. La nostra presenza a Tripoli è importante e le imprese italiane fondano una sentita speranza, corroborata da uno scenario che potrebbe, nei prossimi mesi, offrire opportunità consistenti. Certamente la sfida non è semplice ma l’interesse delle aziende è molto sostenuto, supportato anche dalla crisi economica che imperversa ancora nel nostro Paese.

Altra problematica sollevata da Damiano riguarda il rilascio dei visti, tema preoccupante per le aziende in quanto non consente, se non dopo estenuanti attese e a notevoli costi indotti, un agevole accesso di imprenditori e di tecnici libici nel nostro Paese. Il Presidente ha sottolineato che sarebbe opportuno configurare un visto esclusivo per l’Italia in alternativa allo Schengen più complesso.

Una notizia positiva su questa problematica è stata comunicata dal Direttore Generale di Banca UBAE, Mario Sabato, affermando che a breve, probabilmente a marzo, il personale del Consolato Italiano di Tunisi, addetto ai visti per i libici, si trasferirà in Ambasciata Italiana a Tripoli per agevolare e ridurre i tempi di attesa. Il DG Sabato ha evidenziato il ruolo di Banca UBAE come partner strategico per le imprese internationally oriented sia in ambito finanziario sia commerciale. Grazie alla sua ampia rete di rapporti con banche in campo internazionale, stante condizioni oggettivamente non ostative, le imprese troveranno nella banca italiana a capitale misto arabo, l’unica oggi operativa in  Italia, la migliore e qualificata assistenza per garantire i flussi di Italian Export e rilascio di garanzie contrattuali anche in Libia.

Il tema primario e oggetto del seminario, sulla sicurezza per le imprese in aree sensibili o critiche, è stato affrontato dal team di FM engineering. I tre interventi di Tirozzi, Persurich e Franchi, in modo chiaro e professionale, hanno rilanciato le modalità di un approccio responsabile e basato su metodologie con analisi definite, capaci di creare scenari  concreti sui quali modellare procedure, risorse e investimenti.

Complessivamente si è trattato del primo incontro dove il ruolo produttivo ed economico delle imprese si tramuta anche in soggetto utile per la stabilità.

Resta sempre presente la problematica dei crediti verso le imprese italiane, che sfiorano il miliardo di euro, e che la politica italiana si rifiuta di affrontare; un provvedimenti necessario per le imprese coinvolte, sia per mitigare il danno economico e sia per evitare di perdere il patrimonio di relazioni e di conoscenze sul suolo libico.

La Camera di commercio, pur nel panorama confuso, si sbilancia affermando che gli scenari sono in mutazione, il ruolo dell’Italia sembra essere diventato maggiormente e profondamente presente e sopratutto si rileva un maggior e crescente attivismo imprenditoriale dei libici che fa ben pensare.

Damiano chiosa positivamente: “Siamo in attesa che questa primavera porti la pacificazione, in un paese unito e che le nostre imprese possano contribuire sempre più ad un futuro prospero e pacifico della Libia”.

Riguardo l'autore

Super User

Scrivi un commento