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Prime pagine 

 

Renzi: «Potrei non candidarmi a premier. Primarie, poi il voto. Oppure si va al 2018»

 

Raggi, nuove accuse. Interrogata otto ore dai pm su polizza segreta stipulata da Romeo

 

Conti pubblici, Padoan a Palazzo Madama per i tagli al deficit

 

Migranti, patto Italia –Libia: stretta sulla rotta dei clandestini

 

Berkeley, scontri e proteste contro un attivista pro-Trump. Scatta la violenza al campus

 

Politica

Massimo Franco (Corriere della Sera) a colloquio con l’ex premier Matteo Renzi: «Ho avuto la possibilità di tirare un calcio di rigore con il referendum del 4 dicembre. Me l’anno parato. Anzi sono io che lo ho tirato malissimo. E adesso è cominciata una fase politica diversa. Il punto è se votare a giungo o febbraio. Se si celebra il congresso si va all’anno prossimo, altrimenti si fanno le primarie. Non ho problemi a fare il congresso. Potrei non fare il premier. La prossima volta potrebbe toccare a Paolo Gentiloni o Graziano Delrio. So che non posso dettare la linea solo ma io continuo a fare da parafulmine per tutti». Sulle strategie del segretario Pd, riprendendo l’intervista al Tg1, scrivono anche Emilio Pucci sul Messaggero, Ugo Magri sulla Stampa e Carmelo Lopapa su Repubblica che aggiunge: “Secondo Renzi una scissione a sinistra non la capirebbe nessuno. Il premier lancia un messaggio: «Il giorno dopo le primarie si rispetti chi ha vinto altrimenti è l’anarchia». Intanto Bersani presenta il sogno di un «Ulivo 4.0»”.

 

Francesco Cramer sul Giornale descrive i timori del leader Fi, Silvio Berlusconi: “Berlusconi frena sul voto anticipato ma trema. C’è il rischio che Renzi, Lega e M5S abbiano siglato un patto sulla legge elettorale e che forzino per andare al voto prima dell’estate. Il pericolo c’è ma il Cavaliere confida in alte variabili che invece giocano per l’ipotesi di andare alle urne dopo l’estate. Per quanto riguarda il metodo è stato chiaro: serve un proporzionale e occorre evitare il listone unico”.

 

Silvio Berlusconi a cena con Umberto Bossi, leader storico della Lega Nord, per tendere la mano al senatur. L’idea è quella di corteggiare l’elettorato leghista. «Se Salvini lo esclude, lo candido io». Retroscena di Tommaso Labate sul Corsera.

 

Francesco Verderami del Corriere della Sera intervista Dario Franceschni, ministro della Cultura: «Premio di coalizione e primarie per alleanze con centro e sinistra. Il punto di mediazione con Forza Italia e Ncd sulla legge elettorale, che potrebbe essere l’ultimo atto della legislatura, è il premio di maggioranza alla coalizione e non più alla lista».

 

Si allarga il fronte del no al voto anticipato. Nel Pd avanza il premio di coalizione. Dopo le dichiarazioni del ministro Calenda a favore delle urne a fine legislatura Gentiloni precisa: «E’ una posizione personale». Bersani invece lancia «l’Ulivo 4.0». Possibili primarie di coalizione il 24 marzo. Intanto alla commissione Affari costituzionale uno stop alla legge elettorale fino all’arrivo delle motivazioni dalla Consulta. Ne scrive Emilia Patta sul Sole 24 Ore.

 

Intervistato sull’Unita da Federica Fantozzi, il docente e politologo, Mauro Calise, sostiene che «il Pd è intero e Renzi resta Leader». Sulla scissione a  sinistra: «Temo che i numeri veri sarebbero deludenti. Il ritorno delle vecchie oligarchie non ha progetto politico né respiro strategico».

 

Sul blog di Huffington Post, Arturo Scotto di Sinistra Italiana annuncia ufficialmente il ritiro della sua candidatura alla segreteria di Sinistra Italiana: «Mi sono candidato per portare avanti un’idea impopolare fino a qualche giorno fa ma che ora sembra riprendere quota. Hanno forzato le regole del congresso per predeterminare l’esito negando le assemblee nei territori e avvelenando i pozzi sulla regolarità del tesseramento». È rottura con Vendola e Fratoianni. L’onorevole Alfredo D’Attore dal canto suo prova a mediare, nonostante il clima rovente: «Stupiscono e dispiacciono le argomentazioni avanzate da un compagno come Scotto che mettono in discussione la regolarità del congresso. La fase congressuale si è aperta nel pieno rispetto delle regole. Mi auguro un soprassalto di responsabilità da parte di tutti».

 

Francesco Grignetti sulla Stampa descrive il nuovo progetto digitale-telematico di una banca dati gestita dall’Fbi che coinvolge circa 80 paesi nel mondo per contrastare terrorismo e radicalismi.

 

Economia

Danilo Taino sul Corriere della Sera riporta il discorso, tenuto ieri a Berlino, dal presidente della Bce, Mario Draghi: «In Europa serve più integrazione. Possibili tassi bassi anche oltre il 2017. Siamo pronti a dare nuovo slancio al ‘Quantitative easing’, a sostenere l’economia e ad aumentare il piano di acquisto di titoli e bond ma è la politica che dovrebbe

prendere le redini».

 

“Si apre la caccia ai 3,4 miliardi”. Titola così il suo articolo Paolo Baroni sulla Stampa: “Il governo dovrà mettere mano a 850 milioni di risparmi di spesa andando a tagliare ancora e soprattutto i consumi intermedi della Pa e dovrà poi cercare di racimolare poco più di due miliardi e mezzo di nuove entrate senza però aumentare le tasse ma rafforzando soprattutto la lotta all’evasione dell’Iva. I tagli saranno ‘selettivi’ per salvaguardare i settori delicati”.

 

Alla Commissione europea non è piaciuta la lettera di risposta del governo italiano alla richiesta di correttivi: «Mancano dettagli e tempi delle misure». La trattativa però va avanti. Moscovici: «Finora abbiamo cercato sempre soluzioni comuni, ma l’Italia faccia quello che deve fare, che riduca il deficit è indispensabile». Ne scrive, tra gli altri, Beda Romano sul Sole 24 Ore.

 

Andrea Greco su Repubblica aggiorna sulla situazione Intesa-Generali. “La banca: «Non stiamo studiando un’offerta di scambio». Ma esamina altre combinazioni”.

 

Esteri 

Lorenzo Cremonesi sul Corsera intervista l’alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini: «Fermare l’Immigrazione è un’illusione. Per inseguire la falsa convinzione dell’immigrazione zero non si fanno le scelte corrette per amministrare al meglio i migranti».

 

Il governo britannico presenta il Libro Bianco sui negoziati per l’uscita dall’Ue. «Linea dura e nuovi accordi con i Paesi ma garantiremo i lavoratori». Alessandra Rizzo sulla Stampa riporta i 12 punti della Brexit.

 

La cancelliera Merkel in visita ad Istanbul bacchetta il presidente Erdogan sulla libertà di espressione. Ne scrive Marco Ansaldo su Repubblica.

 

Federico Rampini sempre su Repubblica dipinge lo scenario delle nuove scelte politiche di Donald Trump: “Mosse giuste per il suo popolo, così il presidente incanta l’America che lo ha votato. Dietro ad ogni scelta della Casa Bianca c’è la volontà di soddisfare le diverse fasce di elettori che hanno sostenuto la corsa”. Intanto a Berkeley si ritorna al passato: scontri e proteste contro un attivista pro-presidente. Scatta la violenza al campus.

 

Romania, 300 mila in piazza contro il decreto salva-corrotti: con la nuova legge è più difficile perseguire l’abuso d’ufficio. Ne scrive Luca Veronese sul Sole.

 

Immigrazione

Patto tra Gentiloni e Serraj per fermare l’esodo dei barconi dalla Libia diretti sulle coste italiane. L’Italia porterà oggi il patto anti-immigrati al vertice europeo a Malta. Al Paese africano promessi fondi e supporto tecnico. Ne scrivono Alberto D’Argenio su Repubblica, Francesca Paci sulla Stampa, Gerardo Pelosi sul Sole.

 

Non ci sono ancora progressi concreti sull’insistente richiesta dell’Italia di riforma del Trattato di Dublino. L’accordo che assegna i rifugiati al Paese di primo arrivo, penalizza soprattutto Grecia e Italia. Ne scrive Ivo Caizzi sul Corsera.

 

Giustizia

Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, nuovamente al centro di uno scandalo: risulta intestataria di una polizza da 30mila euro stipulata da Salvatore Romeo, poi promosso capo della segreteria. È la notizia di apertura di tutti i quotidiani. Ilaria Sacchettoni e Fiorenza Sarzanini (Corsera): “Virginia Raggi è la beneficiaria di una polizza vita da 30 mila euro stipulata da Salvatore Romeo sei mesa prima del voto e della successiva nomina dell’impiegato capitolino a dirigente. Ai magistrati,che l’hanno interrogata per otto ore, la sindaca ha detto di non saperne nulla”. Carlo Bonini (Repubblica): “Finisce come un mesto dejà vu di una stagione lontana, quella della Milano di Mani Pulite. La sindaca Virginia Raggi che, passata la mezzanotte, piegata da un interrogatorio fiume per abuso d’ufficio e falso ideologico, lascia un ufficio della Direzione Anticrimine della Polizia di Stato dove è entrata con il sole”.

 

Corrado Zunino su Repubblica racconta la confessione di Fabio Di Lello che a Vasto ha ucciso a colpi di pistola il giovane che 7 mesi fa aveva investito e ucciso la moglie Roberta: “Di Lello ha rivelato a un carabiniere di aver sparato al ragazzo che l’aveva investita. «Mi sono rovinato ma non vivevo più»”.

 

Si apre oggi il congresso nazionale di Magistratura Indipendente a Torino, alla sala congressi di banca Intesa. “Quale giustizia? Le proposte di Magistratura Indipendente” è il titolo della due giorni. Saranno presenti anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando e il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri. Ne scrivono Repubblica e la Stampa.

 

Terremoto

Approvato ieri il nuovo decreto per il terremoto che vale “alcune centinaia di milioni”. Mario Sensini sul Corsera: “Proroga della cassa integrazione per i dipendenti delle imprese danneggiate; sospensione delle cartelle esattoriali; buste paga senza ritenute Irpef fino a settembre per tutti i lavoratori residenti, a prescindere dalla sede legale dell’impresa che li occupa; contributi alle famiglie più povere, con un reddito Isee inferiore ai sei mila euro; aiuti al settore agricolo; regole più snelle per la ricostruzione”.

 

Trentuno tentativi di chiamata da parte del 118 all’Hotel Rigopiano e a Giampiero Parete che essendo riuscito a evitare la valanga, ha lanciato l’allarme ai soccorsi. C’è però anche un amministratore dell’Hotel che, pur non avendo notizie recenti sulla situazione del resort, tranquillizzò il dirigente del coordinamento della prefettura. Spegnendo, di fatto, l’allarme. Ne scrive il Messaggero.

 

Slitta la legge sulla nuova Protezione civile. Il governo non garantisce il numero legale. Ma Gentiloni promette aiuti per 41 milioni. Francesca Angeli sul Giornale.

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