Omicidio nella notte in centro a Roma ai danni di un componente dell’Arma dei Carabinieri.

Il fatto è avvenuto in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati dove, secondo le ricostruzioni, il 35enne vice brigadiere Mario Rega Cerciello assieme a due colleghi stava fermando due uomini considerati responsabili di furto e estorsione quando uno di loro avrebbe estratto il coltello ferendolo più volte per un totale di 8 coltellate. Una di queste all'altezza del cuore e anche una alla schiena. Il carabiniere è arrivato in ospedale in condizioni disperate ed è deceduto poco dopo.

Il brigadiere sarebbe stato ucciso a seguito della richiesta di cento euro in cambio della restituzione di un borsello rubato dai due, i quali sono al momenti ricercati.

Afflitta la moglie che fuori dalla camera mortuaria del Santo Spirito a Roma si è lasciata allo sfogo. La coppia si era sposata da poco più di un mese. Tra le altre testimonianze un amico sostiene come «lei viveva per lui, è una tragedia», ed il fratello che ha rilasciato: «ancora non ci posso credere». Presenti fuori la camera mortuaria dell'ospedale romano almeno 100 tra amici e parenti arrivati dalla Campania, regione d'origine di Mario Rega Cerciello, nativo di Somma Vesuviana.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, scrive: «Ho appreso con profonda tristezza la notizia del decesso del Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega, ferito mortalmente mentre era impegnato in un controllo di polizia. Nel confidare che si arrivi rapidamente alla cattura dei criminali responsabili, desidero esprimere a lei, signor Comandante Generale, e all'Arma dei Carabinieri, la mia solidale vicinanza».

Così il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta: «Stanotte il Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega è stato accoltellato mentre era in servizio. Stringo in un forte abbraccio sua moglie, la sua famiglia e i suoi cari. Sono vicina all'Arma dei Carabinieri e a tutti agli uomini e le donne che quotidianamente mettono a rischio la loro vita per garantire la nostra sicurezza. Chiedo tolleranza zero per i delinquenti che hanno commesso questo vile atto!».

Dura reazione da parte del ministero dell’Interno, Matteo Salvini, che evoca i lavori forzati per i colpevoli, mentre il collega vicepremier Luigi Di Maio porge il suo abbraccio ai famigliari.