Sergio Marchionne è deceduto questa mattina all’ospedale di Zurigo. Le condizioni dell’ex manager della Fiat si sono aggravate negli ultimi giorni costringendo il gruppo a sostituirlo improvvisamente.

Marchionne era ricoverato dallo scorso 27 giugno per una operazione alla spalla destra. Dopo un decorso post operatorio che apparentemente normale, le sue condizioni si sono aggravate per quelle che i medici hanno definito “complicanze postoperatorie”. In quest’ultima settimana le sue condizioni si sono aggravate maggiormente portandolo alla morte.

Italo-Canadese, figlio di un maresciallo dei Carabinieri, era noto a tutti come l’uomo che ha risollevato la Fiat da una crisi che sembrava irreversibile. Dopo l’infanzia a Chieti segue i genitori in Canada dove consegue la laurea in Filosofia all’Università di Toronto e successivamente in Giurisprudenza alla York University.  

Negli anni ’90 è stato presidente esecutivo della Glenex Industries e responsabile dell’area finanza della Acklands, poi Amministratore delegato del gruppo assicurativo svizzero SGS fino alla chiamata al Lingotto nel 2004.

Lascia i due figli, Alessio Giacomo e Johnatan Tyler, e la compagna Manuela.

Commosso il cordoglio che giunge unanime dal mondo della politica e dell’impresa. Primo fra tutti John Elkann, che già negli scorsi giorni aveva informato tutti dell’irreversibilità delle condizioni di salute del manager. «È accaduto purtroppo quello che temevamo - ha scritto il presidente di Exor - Sergio, l’uomo e l’amico, se ne è andato. Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore». Elkann ha quindi espresso cordoglio ai familiari, ricordando la gratitudine che gli Agnelli hanno nei confronti del manager scomparso.

Anche gli ex premier Paolo Gentiloni e Matteo Renzi, che spesso si sono trovati a lavorare al fianco di Sergio Marchionne, hanno espresso il loro cordoglio, affidandosi a Twitter «Grazie per il lavoro, la fatica, i risultati - scrive Gentiloni - e per l’orgoglio italiano portato nel mondo». «Trovo un segno bello del destino che la sua ultima uscita pubblica sia stata con l’Arma dei Carabinieri, che per lui, figlio di maresciallo, era come una casa - scrive invece il senatore fiorentino - Un abbraccio affettuoso alla sua famiglia. E tanta pena per chi ancora oggi ha trovato il tempo e coraggio di insultare un uomo che stava morendo».

Il pensiero arriva anche da chi ha lavorato con lui nel territorio piemontese e torinese. Il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, esprime vicinanza alla famiglia e agli amici di Sergio Marchionne: «Con lui scompare la figura di un manager lungimirante e innovativo, che ha saputo dare un futuro all'industria automobilistica italiana e internazionale». L’ex sindaco di Torino, Piero Fassino, scrive che «Osare, sfidare le convenienze, andare oltre gli schemi, innovare senza paura ciò che va cambiato, è la testimonianza - prosegue Fassino - che ci lascia Sergio Marchionne. Senza la sua lungimiranza Fiat e Chrysler non avrebbero conosciuta la rinascita. Se una cosa la sogni, la puoi fare». Il primo cittadino del capoluogo piemontese, Chiara Appendino, rivolge le più sincere condoglianze alla famiglia e agli amici di Marchionne, scrivendo inoltre che «ci ha lasciato un manager globale, tenace e carismatico, uno degli uomini che più hanno segnato la storia economica del nostro Paese negli ultimi anni». «Gettando lo sguardo tra Torino e Detroit - conclude la sindaca - ha saputo vedere e cogliere nella crisi di due società quelle opportunità che, attraverso la costituzione di Fca, si sono poi tradotte in sviluppo e rilancio». 

Dalla destra dell’emiciclo parlamentare arriva il cordoglio di molti deputati azzurri, fra cui Renato Brunetta: «Marchionne è stato sicuramente il più grande manager che l'Italia abbia conosciuto negli ultimi 20-30 anni - scrive il deputato di Forza Italia - Sergio ci mancherai. Mancheranno la tua esperienza lungimirante e il tuo coraggio innovativo che hanno portato alto il nome dell'Italia nel mondo». Anche dalla compagine di governo, il M5S esprime la sua vicinanza ai familiari, mentre il ministro dell’Interno Matteo Salvini rende «onore a un uomo che ha fatto tanto e avrebbe potuto fare ancora molto». In una nota appena diramata, anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte esprime «il cordoglio mio e di tutto il governo per la scomparsa di Sergio Marchionne. Le mie sentite condoglianze alla sua famiglia e a tutti i suoi cari».