Un camion ha travolto i pedoni nella strada principale di Toronto, mentre era in corso il vertice dei ministri degli Esteri e degli Interni del G7. L’autore della strage, Alek Minassian, è un 25enne di origine armena residente in un sobborgo di Toronto. La polizia canadese, per il momento, ha definito l’attentato “un atto deliberato”, ma che non esclude il movente terroristico.

L’attacco è avvenuto alle 13:30 ora locale, le 19,30 in Italia, all'incrocio tra Yonge e Finch, nel centro cittadino, ad una trentina di chilometri dal luogo in cui erano riuniti i ministri del G7, tra cui gli italiani Angelino Alfano e Marco Minniti. I testimoni hanno segnalato un van di colore bianco, probabilmente noleggiato, che è poi salito sul marciapiede investendo i passanti indistintamente. Secondo un giovane il furgone « li centrava uno ad uno».  La polizia di Toronto ha poi identificato il mezzo a pochi chilometri da Yonge street, fermo davanti a un negozio.

L’attentatore, in evidente stato confusionale, sarebbe sceso dal furgone impugnando un’arma e urlando agli agenti “uccidimi” e poco dopo “ sparami in testa”. Il primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha dichiarato: «Stiamo monitorando la situazione da vicino e continueremo a lavorare con le autorità senza esitazione».

A Toronto ai primi di giugno si terrà il summit dei capi di Stato e di governo dei sette Paesi più industrializzati. L'Unità di Crisi della Farnesina è al lavoro per verificare quanto sia accaduto. Per il momento, il bilancio dell’attacco è salito a 10 morti e 15 feriti, di cui quattro in condizioni gravi. Missian, secondo le indagini, non sarebbe membro di nessun gruppo terroristico , ma ha in passato condiviso contenuti in onore dell’assassino Elliot Rodger, autore della strage di Santa Barbara nel 2014.  Starebbe attualmente perdendo quota la pista di un attacco terroristico, anche se non resta esclusa.