Prosegue lo scontro tra Salvini e Di Maio sulla questione dei “porti chiusi”, nel più ampio scenario della campagna verso le elezioni europee.

Il vicepremier Luigi Di Maio aveva rivelato al “Corriere della Sera” la sua preoccupazione per l’intensificarsi della crisi in Libia, paventando il rischio di una crisi umanitaria e la conseguente nuova ondata di flussi migratori, a cui la chiusura dei porti non potrebbe dare efficace risposta. Aveva detto infatti che «la chiusura dei porti è una misura occasionale. È risultata efficace in alcuni casi. Funziona ora, ma di fronte a un intensificarsi della crisi non basterebbe».

In appoggio al capo del Movimento 5 Stelle, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, intervistata a “Radio Capital”, ha ricordato di come «In caso di una nuova guerra non avremmo migranti ma rifugiati. E i rifugiati si accolgono. Chi dice che pensa al possibile attacco in Libia per risolvere il problema dei migranti sta facendo un errore enorme. Le conseguenze in termini di destabilizzazione ricadrebbero soprattutto sull'Italia». 

Per tanto, prosegue, «ancora di più dobbiamo portare l'Europa dalla nostra parte, non è possibile farlo andando a parlare con quei partiti, movimenti e Paesi in Europa che impediscono di raggiungere gli obiettivi dell'Italia. Dobbiamo insistere per una soluzione europea». Anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli a proposito d’Europa afferma che «l'Italia non può essere lasciata sola: se dovessero aumentare le partenze è arrivato il momento che chiudere i porti non basta più, devono essere aperti i porti europei». Il Movimento 5 Stelle è critico verso le alleanze di Salvini in Europa con quei paesi che sulla ripartizione dei migranti hanno già dato il loro parere negativo.

Il premier Giuseppe Conte prova a mediare: «Porti aperti sì o no, è una semplificazione bellissima per il pubblico, ma chi la segue può scoprire che la politica italiana sull’immigrazione è molto più complessa».

Tuttavia il vicepremier Salvini non cede sulla propria posizione. A “Radio anch’io” in onda su Rai Radio1, Salvini ha espresso la sua posizione: «Il problema è che in Libia ci sono migliaia di terroristi islamici, il rischio di infiltrazioni sui barchini è una certezza. Per questo devo ribadire che in Italia non si sbarca. Non si arriva senza permesso. Quest’anno abbiamo ridotto del 92% gli arrivi via mare e dimezzato il numero di morti e dispersi. Evidentemente una politica seria e rigorosa dà risultati».