Tende a ricucirsi lo strappo verificatosi ieri fra Italia e Francia. Dopo le parole di En Marche!, il partito del presidente Emmanuel Macron, che avevano definito l’atteggiamento dell’Italia sulla questione migranti «cinica e irresponsabile», una escalation di tensione aveva fatto temere il peggio per le relazioni diplomatiche fra Roma e Parigi. Nella serata di ieri, poi, non pervenendo alcune scuse da parte di Macron, che anzi faceva sapere di «non aver ricevuto nessuna richiesta di scuse», il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva detto «non sono presenti le condizioni per un incontro» a Parigi. 

Ma l’Eliseo dirama una nota: «Mai fatto dichiarazioni con l’obbiettivo di offendere il popolo italiano». Quanto di più simile a delle scuse ci si possa aspettare da Macron, e comunque quanto basta per confermare l’incontro con Conte, previsto per domani. «Il caso è chiuso, ora bisogna cambiare il trattato di Dublino. La soluzione della questione immigrazione non può essere demandata solo all'Italia» commenta il professore. 

Una telefonata, nella notte, fra i due, sembra aver placato gli animi. Interviene anche il ministro francese agli Affari europei, Nathalie Loiseau, che dichiara: «C’è il tempo delle emozioni e il tempo del lavoro per affrontare questioni importanti come la crisi migratoria». Aggiunge ancora l’omologa di Paolo Savona: «Abbiamo bisogno di parlare con l’Italia, è un grande partner e un grande vicino», conclude poi definendo «cordiale» la chiamata fra Macron e Conte.

«Spero che il presidente Macron si scusi, è ancora in tempo» aveva detto qualche ora prima Luigi Di Maio, seguendo Matteo Salvini. Il ministro dell’Interno infatti aveva optato per una linea dura nei confronti di Parigi, in attesa delle scuse ufficiali che, se non fossero arrivate, avrebbero compromesso l’incontro fra il presidente del Consiglio italiano e il presidente della Repubblica francese. 

La nave della contesa, l’Aquarius, è ancora in viaggio verso Valencia, attraverso il maltempo che ha costretto il natante a un cambio di rotta. «Se hanno problemi, sono loro» ha detto il leader della Lega, aggiungendo «mi sembra che una nave che prende a bordo sistematicamente 500 persone sia attrezzata, e ne hanno a bordo solo cento». 

L’Alto Commissario Ue Federica Mogherini auspica una pronta risoluzione della questione, «perché la priorità assoluta deve essere quella della protezione delle vite umane». Sul punto si è espresso anche Papa Francesco, in un messaggio per il Colloquio Santa Sede – Messico sulla migrazione internazionale. «Non sono in gioco solo numeri, bensì persone, con la loro storia, la loro cultura, i loro sentimenti e le loro aspirazioni» ricorda il Pontefice. «Queste persone – conclude Bergoglio – che sono dei nostri fratelli e sorelle, hanno bisogno di una protezione continua indipendentemente dal loro status migratorio».