Una nuova giornata di attesa nella storia della crisi di governo che attanaglia l’Italia ormai da quasi 90 giorni. Dopo la nuova ipotesi di un governo politico, il presidente del Consiglio incaricato Carlo Cottarelli ha deciso di concerto con il Quirinale di sospendere i lavori per la formazione del governo «neutro», in attesa di ulteriori risvolti nella trattativa riapertasi fra Movimento 5 Stelle e Lega. Cottarelli si trova negli uffici messigli a disposizione dalla Camera dei Deputati presso il palazzo di Montecitorio, dove oggi si è recato anche a visitare l’aula. Un premier incaricato «in stand-by», come lo stanno definendo i media e la stampa.


I riflettori sono tutti puntati infatti su Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il primo, dopo aver ritrattato la sua posizione sulla messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica, si è detto disposto a collaborare con il Quirinale per un governo che possa porre un freno a questa crisi istituzionale, anche a costo di rinunciare alla candidatura di Paolo Savona al ministero dell’Economia. Salvini ha delegato ieri le trattative al suo vice, Giancarlo Giorgetti. Il segretario federale si trovava infatti lontano dalla Capitale per eventi elettorali in vista delle future consultazioni amministrative. Eventi che erano in programma anche per la giornata di oggi, ma sono stati tutti annullati per il rientro di Salvini a Roma, dove in queste ore sta incontrando Di Maio. Impegni annullati anche per Giorgia Meloni. La presidente di Fratelli d’Italia infatti ieri ha aperto all’ipotesi di un appoggio a una soluzione di governo che possa scongiurare i danni per l’Italia, dicendosi non interessata ad alcuna poltrona. Da quanto emerge dopo un incontro fra Meloni e Salvini al palazzo dei gruppi presso la Camera, l’ingresso nel governo del partito della fiamma tricolore potrebbe essere proprio sancito dalla candidatura di Giorgia Meloni al ministero della Difesa. Nonostante le voci di corridoio proponessero anche la candidatura di Guido Crosetto, è stato proprio lui a smentire qualsiasi notizia, indicando che «se FdI entrerà nel governo, ministro sarà Meloni». Atteso a Roma anche l'arrivo di Giuseppe Conte, che si è recato a Firenze questa mattina per una lezione all'Università dove insegna. In un'intervista "rubatagli" dal quotidiano La Nazione, l'ex premier incaricato ribadisce la volontà solida di rimanere nella Ue e di renderla più forte. 

Il totonomi impazza quindi per due governi. Da una parte il premier incaricato Cottarelli, dall’altro Giuseppe Conte, il professore scelto da Salvini e Di Maio. Col primo potrebbe esserci all’Economia il prof. Guido Tabellini, ex rettore della Bocconi, mentre con il «governo del cambiamento» la casella lasciata da Paolo Savona potrebbe essere riempita dall’ex vicedirettore di Bankitalia Pierluigi Ciocca, che tuttavia ha smentito categoricamente queste voci. Al Mef di Conte potrebbe quindi andare Giancarlo Giorgetti, che gode già del benestare di Sergio Mattarella. Ma il prof. Savona potrebbe comunque rimanere all’interno del governo gialloverde, probabilmente alla Farnesina o agli Affari Europei. In lizza per gli Esteri anche il diplomatico Giansanti. Un diplomatico alla Farnesina anche per Cottarelli, Elisabetta Belloni. Il generale Luigi Binelli Mantelli dovrebbe prendere il posto del ministro della Difesa nel “governo del presidente”, casella ricoperta invece da Elisabetta Trenta, esperta in intelligence e servizi segreti, nel governo politico. Per quanto riguarda il Viminale, Cottarelli potrebbe scegliere l’ex prefetto di Milano, Luciana Lamorgese, o Francesco Paolo Tronca, ex commissario straordinario nominato dopo la caduta della giunta Marino nella Capitale. Agli Interni nel governo di alleanza ci sarebbe invece senza dubbio Matteo Salvini, mentre il leader del M5s, Luigi Di Maio, andrebbe al ministero del Lavoro. Per quest’ultimo dicastero il governo neutro avrebbe Enrico Giovannini, ex presidente Istat e ministro del Welfare nel governo Letta.