Un nuovo prezioso ritrovamento a Pompei; i nuovi cantieri di scavi nella parte oltre le mura della parte a nord dello storico insediamento romano hanno svelato alcune strutture a volte e, presso una di queste ville, il disegno di un piccolo fiore bianco contro il nero brillante della parete, assieme al nome di una bambina, si presume, scritto sul muro, ovvero Mummia, che farebbe presupporre che i possessori della casa potessero essere esponenti dei Mummii, una rilevante famiglia romana la cui presenza presso il borgo campano non era ancora stata attestata.

La scoperta, alla quale gli archeologi del Parco hanno cominciato a lavorare proprio in quest'ultima settimana durante la chiusura totale del sito di Pompei (che riaprirà finalmente domani le porte al pubblico), è stata resa possibile da una operazione congiunta tra la Procura di Torre Annunziata con il procuratore Pierpaolo Filippelli, i carabinieri e il Parco.

Questa era stata avviata a seguito della scoperta di attività di tombaroli, i quali, nascosti da una casina di legno, avevano scavato un posso e un lungo tunnel sotterraneo in grado di raggiungere uno dei siti sotterranei, più precisamente una stalla, da cui poi gli archeologi hanno rinvenuto il nuovo sito.

Il direttore del Parco Archeologico, Massimo Osanna, si sbilancia affermando che potremmo trovarci di fronte «ad una grande, importantissima villa suburbana, imponente e affacciata sul mare, così ricca da ospitare nelle sue stalle anche cavalli di gran razza, finemente bardati in bronzo. Una residenza di altissimo pregio, con ambienti riccamente affrescati e arredati, sontuose terrazze digradanti che si affacciavano sul golfo di Napoli e Capri, oltre ad un efficiente quartiere di servizio, con l'aia, i magazzini per l'olio e per il vino e ampi terreni fittamente coltivati».