Si è svolta questa mattina al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la celebrazione del "Giorno della Memoria ".  Ad aprire la manifestazione, condotta da Francesca Fialdini, la proiezione di un filmato dal titolo "Le donne nella Shoah", realizzato da RaiStoria. La cerimonia è stata accompagnata dalla musica, con la  cantante Cristina Zavalloni che ha eseguito i brani musicali "Piesn Rozpaczy" di Bela Lustman, accompagnata al piano dal maestro Francesco Lotoro, e "Kolisanka Osviecinska" di Henry Lesczinsky. Sono intervenuti la Vice Presidente del Memoriale della Shoah, Milena Santerini, la Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni e il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Marco Bussetti. La poetessa Edith Bruck ha portato la sua testimonianza e l'attrice Isabella Ragonese ha letto alcuni brani della stessa autrice e la poesia "Vago per Theresienstadt" tratta dall'opera Brundibar di Ilse Weber.

Durante il suo discorso introduttivo il Presidente della Repubblica Mattarella ha affermato che «Auschwitz, il più grande e più letale dei campi di sterminio - con le sue grida, il suo sangue, il suo fumo acre, i suoi pianti e la sua disperazione, la brutalità dei carnefici- è stato spesso, e comprensibilmente, definito come l'inferno sulla terra. Ma fu, di questo inferno, solo l'ultimo girone, il più brutale e perverso. Un sistema infernale che ha potuto distruggere milioni di vite umane innocenti nel cuore della civiltà europea, soltanto perché, accanto al nefando pilastro dell'odio, era cresciuto quello dell'indifferenza».

E sull’attuale recrudescenza di episodi criminosi il Presidente ha continuato sottolineando che «In Italia e nel mondo sono in aumento gli atti di antisemitismo e di razzismo, ispirati a vecchie dottrine e a nuove e perverse ideologie. Si tratta di minoranze, è vero, ma sono minoranze sempre più allo scoperto, che sfruttano con astuzia i moderni mezzi di comunicazione, che si insinuano velenosamente negli stadi, nelle scuole, nelle situazioni di disagio».