Habemus Ct. Dopo la mancata qualificazione al mondiale russo della prossima estate e i mesi di incertezza, la Nazionale italiana di calcio ha il suo nuovo commissario tecnico: Roberto Mancini. L’ex allenatore di Inter, Manchester City e Zenit San Pietroburgo ha rescisso il suo contratto con la squadra russa per sedersi sulla panchina azzurra.

Il tecnico non ha rilasciato troppe dichiarazioni, limitandosi a dire di essere «contento di essere in Italia: vediamo quel che accadrà». L’allenatore originario di Jesi parlerà nella conferenza stampa di presentazione prevista per oggi a Coverciano dove spiegherà le motivazioni della scelta di ritornare in Italia. Al suo posto ha preso la parola il Commissario straordinario della Federazione Italiana Gioco Calcio (Figc), Roberto Fabbricini: «Roberto Mancini aveva questo grande desiderio di sedere sulla panchina azzurra e lo ha dimostrato anche con fatti concreti. Speriamo adesso di lavorare bene e basta».

«La giornata si è conclusa come volevamo, siamo contenti e anche Roberto è contento. Domani ci sarà la presentazione ufficiale a Coverciano a mezzogiorno - ha aggiunto Fabbricini - È stata una formalizzazione di un discorso che era praticamente concluso. Il contratto? Ne parliamo domani, daremo i particolari e lui spiegherà tempi e convocazioni, non i nomi chiaramente ma come si organizzerà questa prima permanenza di tre partite».

La volontà di Mancini di sedersi sulla panchina azzurra era ben nota da tempo, ma solo nella giornata di ieri sono stati limati gli ultimi dettagli prima della firma. La notizia dell’ingaggio del “Mancio” è stata anticipata ieri mattina dallo stesso Fabbricini, che incalzato dai giornalisti aveva dichiarato: «Stanno lavorando in Federcalcio, stanno limando qualche aspetto ma possiamo dire che per Mancini commissario tecnico è fatta. C'è soddisfazione, la cosa più importante è che ha manifestato più volte la volontà forte di essere su questa panchina, non tanto per una questione personale ma per suggellare una carriera in cui ha indossato tante maglie importanti».

Anche Giovanni Malagò, Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni), ha espresso la sua felicità per l’ingaggio di Mancini lodandolo: «Roberto Mancini ha dimostrato di volere moltissimo questo ruolo, facendo un gesto importante, apprezzato, di rinunciare a molti anni di contratto con lo Zenit e credo che questo, nel contesto storico che stiamo vivendo, un allenatore della Nazionale Italiana lo dovesse dare. Poi è sempre difficile parlare di scelta migliore, ma io penso che questa di Mancini sia una scelta giusta».

L’accordo di massima tra il tecnico e la federazione è stato trovato da mesi sulla base di un biennale fino all’Europeo itinerante del 2020 (dove Roma sarà una delle sedi del torneo) a circa 2 milioni di euro all’anno. Rispettata la data prevista del 20 maggio, come dichiarato più volte dal vice Commissario Figc (nonché ex compagno di nazionale di Mancini) Alessandro Costacurta, come termine ultimo per la scelta del nuovo allenatore. Lo stesso Costacurta, tra i principali artefici dell’operazione, aveva provato, in un primo momento, a convincere il suo ex allenatore ai tempi del Milan, Carlo Ancelotti, che dopo un po’ di tira e molla ha deciso di rifiutare la panchina azzurra.

L’arrivo di Mancini riaprirà le porte della nazionale al suo vecchio pupillo: Mario Balotelli che potrebbe tornare tra i convocati già nei prossimi appuntamenti degli azzurri. Sono previste, infatti, tre amichevoli nelle prossime settimane contro Arabia Saudita (San Gallo, 28 maggio), Francia (Nizza, 1 giugno) e Olanda (Torino, 4 giugno).