Marcello De Vito, presidente sospeso dell'Assemblea capitolina e tuttora agli arresti domiciliari per il suo coinvolgimento in un'inchiesta della Procura di Roma legata alla vicenda del nuovo stadio della squadra giallorossa, ha rinunciato all'udienza per il riesame, dopo che circa un mese fa la Cassazione ha sostanzialmente messo in discussione l'impianto accusatorio dei magistrati inquirenti. L'udienza, che era fissata per domani, è stata anticipata ad oggi, ma i legali di De Vito hanno optato per la rinuncia: «La decisione di rinunciare al Riesame è frutto di una valutazione difensiva a cui il nostro assistito si è fiduciosamente rimesso- hanno spiegato gli avvocati Angelo Di Lorenzo e Guidi Cardinali- Le ragioni di questa decisione, poi, sono facilmente desumibili dalla motivazione della sentenza della Corte di Cassazione da correlarsi altresì alla disattesa opportunità che il nuovo riesame fosse assegnato ad un giudice relatore diverso da quello il cui giudizio è stato cassato dalla Suprema Corte».

Il 20 settembre scadrà la misura cautelare degli arresti domiciliari, a cui De Vito si trova perché indagato per corruzione, e così l'esponente M5S (espulso subito dopo il suo arresto dal leader, Luigi Di Maio) tornerà libero, anche di sedere sullo scranno più alto dell'Aula Giulio Cesare.