Si è tenuta questa mattina la seconda udienza del processo sulle nomine del comune di Roma, che vede al banco degli imputati il sindaco capitolino Virginia Raggi, sul cui capo pende l’accusa di falso. La vicenda è legata alla nomina di Renato Marra, fratello di Raffaele che fu capo del personale del comune. Raggi si è recata in tribunale accompagna dagli avvocati Emiliano Fasulo e Alessandro Mancori.

Durante l’udienza sono state raccolte le deposizioni di tre componenti della squadra mobile che si sono occupati dell’indagine. Il giudice Roberto Ranazzi ha inoltre sottolineato come sia sue intenzione «terminare tra ottobre e novembre», periodo dunque in cui arriverà verosimilmente la sentenza. E proprio in ottobre verrà raccolta anche la testimonianza della stessa Virginia Raggi, una volta ascoltati tutti i testimoni.

Inoltre l’udienza di oggi è stata l’occasione per il pm Francesco Dall’Olio, titolare del fascicolo, e i legali del sindaco per identificare di comune accordo le chat, le mail, gli sms e le intercettazioni rilevanti per il processo perché strettamente legate all’accusa che pende su Raggi.

La seduta è quindi aggiornata a mercoledì 18 luglio, giorno in cui sarà raccolta la deposizione dell’ex responsabile dell’anticorruzione del comune, Mariarosaria Turchi, mentre il 19 sarà la volta dell’ex assessore al commercio, Adriano Meloni, del suo collaboratore, Leonardo Costanzo, e del responsabile del personale comunale Antonio De Sanctis.

Diverse udienze fissate fra la fine di luglio e il mese di settembre vedranno poi al banco dei testimoni tutti i rimanenti testi: Rodolfo Murra, ex capo dell’avvocatura comunale, Carla Romana Raineri, ex capo di Gabinetto del Campidoglio, l’ex consigliere regionale di FdI, Fabrizio Santori, la funzionaria comunale Carolina Cirillo e un esponente della Federazione regionale dei dirigenti e dei quadri direttivi.

Virginia Raggi è a processo per aver dichiarato nel 2016 all’allora responsabile anticorruzione del Campidoglio, Mariarosaria Turchi appunto, di aver deciso da sola ogni dettaglio della nomina a capo del dipartimento Turismo di Renato Marra, senza aver previamente consultato Raffaele Marra, fratello del candidato e allora a capo del personale. Le dichiarazioni del sindaco sarebbero tuttavia smentite dal materiale in possesso dei pm: nella corrispondenza privata fra Raffaele Marra e Raggi, infatti, quest’ultima rimprovera al suo collaboratore di averla «messa in imbarazzo» per aver scelto il fratello senza consultarla. In un processo a parte operante nell’ambito dello stesso procedimento, poi, viene giudicato per abuso d’ufficio proprio Raffaele Marra, già a giudizio per corruzione con l’imprenditore Sergio Scarpellini.