Politics

Vittime o cittadini?

Credevo di essere da invidiare in quanto abitante della Città Eterna, invece no, sono da compatire…
La città che è molto antica ha dei conclamati problemi strutturali che sono allo stesso tempo indiscutibili elementi di fascino. La Roma papalina, ahimè, non ebbe un Haussman che sviluppasse grandi arterie e boulevard, cristallizzando la città a una veste secentesca.
I servizi di trasporto urbano son quelli che sono: la rete di metropolitane è risibile per una città moderna con una popolazione non museale, ma attiva. Era bambino mio padre quando nel 1956 inaugurarono da Termini il primo troncone di metropolitana. Ora mio padre è nonno e le cose sono cambiate davvero di poco.
Disgraziatamente ogni tanto mi capita di girare per l’Europa e usare i servizi pubblici del luogo. Inevitabile e deprimente il confronto con quello che abbiamo a Roma.
Ma che ad aggravare questa condizione si inseriscano iniziative di tipo commemorativo in cui il mondo politico-istituzionale e sportivo si autocelebra, è per noi cittadini che dobbiamo muoverci, davvero insopportabile. Se la cosa può essere comprensibile per grandi avvenimenti, quale il funerale di Giovanni Paolo II, o la sua prossima beatificazione, non è accettabile che un quadrante della città, spesso quello nord (dove abita fra l’altro il malcapitato che scrive), venga bloccato per un incontro della nazionale di rugby. Lo stadio Flaminio e le zone circostanti diventano un immenso e caotico parcheggio, per giungere ad aumentare il disagio della popolazione residente, la quale non può neppure acquistare nei supermercati qualsiasi tipo di alcolico, nemmeno il vino e la birra. Questo tralasciando considerazioni di tipo architettonico con l’obbrobrio che hanno fatto dello stadio Flaminio, con le strutture di tubi Innocenti che danno al tutto un’aria di perenne cantiere, ricoperto solo (ironia!) da immensi poster pubblicitari della birra Peroni!
Dunque la zona nord della città non deve subire solo lo stress del calcio con l’Olimpico, ma anche quello del rugby, sport che stanno cercando di far diventare in tutti i modi nazional popolare. Visti i risultati, lascerei perdere, rendendo felice una parte della città.

Riguardo l'autore

vocealta

Scrivi un commento