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Uno per tutti e tutti per Uno, 25 mila persone comprano il “Moschettiere” di Picasso

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Un quadro di Picasso comprato da 25 mila persone. La notizia non è una bufala, è accaduto in Svizzera dove un’azienda di commercio online ha messo in vendita “Il Busto del Moschettiere”, valore stimato 2 milioni di franchi svizzeri (1,67 milioni di euro), in 40 mila quote da 50 franchi.

L’iniziativa è nata come una originale forma di crowdfounding sul Web ad opera di un sito svizzero specializzato nelle vendite online, QoQa.ch, nato a Ginevra nel 2005. L’ormai ex start-up propone prodotti di ogni genere anche a prezzi superscontati, attraverso promozioni poco convenzionali. Il motto della società rispecchia benissimo la mission «Non importa cosa facciamo, ma lo facciamo per te».

Come ha ammesso il fondatore e amministratore delegato dell’azienda, Pascal Meyer, la decisione di vendere il quadro in quote è stata una decisione volta a «creare buzz (rumore ndr)» e per «democratizzare un mondo, come quello dell'arte, normalmente chiuso su sé stesso e oscuro».

Nel mese di dicembre del 2017 l’azienda ha messo in vendita l’opera di Picasso “Il Busto del Moschettiere” (58 cm x 25 cm), del valore stimato di 2 milioni di franchi svizzeri, in quote da 50 franchi (circa 41 euro). Nel giro di soli tre giorni di vendita i lotti sono stati presi d’assalto da 25 mila utenti, che sono diventati proprietari di una piccola parte del quadro.

Come spiegato dallo stesso Meyer, QoQa, prima di mettere online il dipinto, si è avvalsa della consulenza di esperti per certificare la veridicità del quadro e per assicurarsi di pagarla «il prezzo giusto». Emblematica la scelta dell’opera, continua il fondatore dell’azienda, che attraverso il motto tipico dei moschettieri “Uno per tutti e tutti per uno” vuole rappresentare lo spirito dell’iniziativa.

In linea con la filosofia del progetto, i proprietari decidono e decideranno cosa farne e dove far esporre il quadro, che ora si trova al Museo di Arte Moderna e Contemporanea (Mamco) di Ginevra, ma si prepara ad un tour mondiale che lo porterà ad essere esposto nei più importanti musei mondiali e anche in alcuni importanti spazi pubblici come gallerie o grandi stazioni. L’opera sarà esposta nella città di Roger Federer fino al prossimo ottobre e successivamente saranno i suoi 25 mila proprietari a decidere dove farlo esporre.

Lionel Bovier, direttore del Mamco, che attualmente ospita l’opera, è rimasto piacevolmente colpito dall’iniziativa dichiarando che ‹‹per noi Internet è una forma per arrivare al grande pubblico, la cui istituzione è abituata a relazionarsi alle élite degli appassionati d'arte, e che ora è pronto ad accogliere i 25mila comproprietari, ognuno dei quali, strisciando l'apposita carta numerata che attesta la proprietà in un apposito tornello, avrà garantito l'accesso alla struttura. Spero sinceramente che vengano tutti››.

La QoQa ha messo a disposizione del museo tutta la sua esperienza riguardo scansioni 3D e realtà virtuale per permettere ai visitatori una maggiore interazione con l’opera. In cambio il museo ha concordato la realizzazione di numerose manifestazioni e conferenze sul pittore iberico e sulle sue opere.

«Quando abbiamo prospettato l'idea – conclude Meyer -, ci è stato detto “è impossibile”. Quando poi si è fatto il nome di Picasso, ci è stato ribadito che era “due volte impossibile”». Da li è nata la sfida di «rendere un pò più popolare un universo che sembrava inaccessibile per le persone comuni».

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