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Sea Watch: Carola accolta da applausi a Porto Empedocle. Nel pomeriggio l’interrogatorio

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Il comandante di Sea Watch, Carola Rachete, è arrivata a Porto Empedocle a bordo di una motovedetta della Guardia di Finanza. Il capo missione della Ong, accolta dagli applausi della gente, è salita su un'auto delle fiamme gialle che, nel pomeriggio, la accompagneranno al tribunale dove è in programma l'interrogatorio che inizierà alle 15,30 davanti al gip Alessandra Vella. Il pm sarà Gloria Andreoli.

«Carola è molto provata – ha detto la portavoce di Sea Watch, Giorgia Linardi -, l'ho vista tramortita ma al tempo stesso è forte e preparata ad affrontare la tappa giudiziaria. La difesa sarà improntata sostenendo lo stato di necessità, da settimane attendeva l'indicazione di un porto sicuro da parte delle autorità». Linardi aggiunge: «Non ci aspettavamo questo livello di resistenza fisica, Carola si è sacrificata per portare a terra queste persone e adesso pagherà le conseguenze».

Intanto Martina Fez, portavoce del governo tedesco, riferendosi all’arresto di Carola Rachete fa sapere:  «Non possiamo intervenire sulla giustizia italiana». E ribadisce che il governo di Berlino «è contro la criminalizzazione dei soccorritori in mare». «Le accuse vanno verificate. Seguiamo la situazione molto attentamente», ha spiegato, aggiungendo che «attualmente il governo tedesco si sta adoperando per una soluzione europea».

Anche  il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, interviene oggi sugli ultimi sviluppi della vicenda della nave Sea Watch 3, affermando che a conclusione di un procedimento tipico di uno Stato di diritto, «dal nostro punto di vista può esservi soltanto il rilascio di Carola Rackete, lo chiarirò ancora una volta all'Italia». In un messaggio sul proprio profilo Facebook, Maas ribadisce che la Germania è «contraria a criminalizzare le attività di salvataggio in mare». Infine, il ministro degli Esteri tedesco afferma che, «a livello europeo, il mercanteggiamento sulla redistribuzione dei migranti è indegno e deve finire».

E rispondendo, a Vienna, a una domanda dei giornalisti sulla possibilità che il caso Sea Watch e l'arresto della capitana Carola Rackete, cittadina tedesca, incrini i rapporti tra i due Stati, il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha detto che «Il rapporto tra Italia e Germania è talmente solido che non può esser messo in discussione da alcunché».

E il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a margine del Consiglio europeo, sottolinea: «Ho chiesto a Merkel di avere notizie, ma non è la prima volta che il governo italiano preme, della esecuzione della pena dei manager della Von Thyssen condannati. Il ministro Bonafede da tempo sollecita notizie». Conte spiega che Merkel gli ha chiesto di Carola Rackete, «cittadina tedesca». «In Italia, come immagino anche in Germania, il presidente del Consiglio non può intervenire a raccomandare il comportamento che devono tenere i giudici».

Intanto il Questore di Agrigento, nella giornata di ieri 30 Giugno, nell'apprendere della diffusione di un'immagine che ritraeva Carola Rachete in una fase del fotosegnalamento avvenuto negli uffici a Lampedusa, ha immediatamente avviato una inchiesta interna finalizzata a ricostruire l'accaduto. L'accertamento – a quanto si apprende – ha dato inizio ad un procedimento disciplinare e gli atti sono stati trasmessi all'Autorità Giudiziaria competente.

«Circola un'immagine della fotosegnalazione di Carola, negli uffici di polizia. Abbiamo depositato oggi un'interrogazione urgente a Salvini, se la foto sia vera e chi abbia fatto circolare illecitamente questa immagine, ennesima barbarie del diritto». Così su Twitter Emanuele Fiano, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

Infine stato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, nel corso di una conferenza stampa a bordo della nave 'Rainbow Warrior' di Greenpeace, ha affermato: «Avanzeremo formale denuncia nei confronti del ministro dell'Interno, Matteo Salvini. Il capitano della Sea Watch 3 Carola Rackete, a cui va la nostra solidarietà, ha operato in uno stato di necessità creato ad arte dal ministro che non ha consentito l'approdo dei migranti a Lampedusa». «Ho piena fiducia nell'operato della magistratura – ha aggiunto Orlando – e sono contento che ci sarà un processo perché servirà a chiarire che il comandante ha operato in uno stato di necessità».

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