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Salute. Riccardi: «Un piano di prevenzione per recuperare i ritardi del passato»

Scritto da vocealta

«Si tratta di un Piano che punta a recuperare il ritardo della nostra Regione sul tema della prevenzione, che per alcuni aspetti abbiamo scontato nella campagna di vaccinazione». Lo ha detto in III Commissione del Consiglio regionale il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, durante la discussione sul “Piano regionale della prevenzione 2021-2025” su cui la Commissione ha dato parere favorevole.

Riccardi ha spiegato che il testo fonda su due cardini: la correzione dei percorsi di domanda di Salute e l’alleanza sociale che allarga il campo al terzo settore e al volontariato. «I piani non sono dei paracarri – ha chiarito – e quindi dobbiamo considerare un margine di elasticità che ci consenta di interpretare il documento non in maniera statica, ma capace di essere integrato in relazione ai cambiamenti che intercorrono, come ci ha insegnato la pandemia».

Riccardi ha poi sottolineato due questioni legate all’applicazione del Piano: il personale, la cui carenza «è legata a una competenza sul tema che ricade sullo Stato, a cui spetterebbe risolvere i problemi relativi ai criteri di formazione e di reclutamento che rendono difficoltosa la capacità di avere a disposizione un numero adeguato di professionisti». Per risolvere il problema la Regione è anche ricorsa al riconoscimento dei titoli di studio extra Ue al fine di ovviare momentaneamente e limitatamente alle criticità in essere. «Una misura – ha aggiunto – utilizzata dalle altre Regioni, ma comunque un provvedimento tampone, non risolutivo».

Altro punto è il rapporto con i medici di medicina generale. «Confidiamo – ha auspicato Riccardi – in un buon esito dell’interlocuzione in atto tra le Regioni e il Governo nell’ambito di una soluzione che possa prevedere, da un lato uno snellimento degli oneri burocratici e amministrativi che ricadono sui medici di famiglia e dall’altro un’integrazione più sistematica degli stessi professionisti nella sanità pubblica».

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