La campagna per il referendum sulla riforma della giustizia continua ad alimentare lo scontro tra governo e magistratura. Ad animare le polemiche ci sono le parole del ministro dell’interno Matteo Piantedosi e quelle del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.
Il ministro ha attaccato i “magistrati politicizzati” contrari al lavoro sull’immigrazione svolto dal governo. Il sottosegretario ha invece partecipato all’incontro organizzato dal comitato ‘Sì Riforma’ a Lecce.
L’iniziativa si inserisce nella fase finale della campagna referendaria in vista del voto del 22 e 23 marzo, e ha provocato reazioni sia all’interno della maggioranza sia tra le opposizioni.
Il ruolo della Cisl nella campagna per il Sì
Durante l’incontro, in cui era presente anche la segretaria della Cisl Daniela Fumarola, Mantovano ha illustrato i contenuti della riforma della giustizia sostenuta dal governo. “L’appartenenza correntizia non sarà più la copertura assicurativa per negligenze e inadempienze” ha incalzato Mantovano.
L’iniziativa è stata interpretata da alcuni osservatori come un tentativo di ampliare il fronte favorevole alla riforma coinvolgendo anche realtà tradizionalmente non schierate politicamente.
Le critiche delle opposizioni
L’incontro ha però provocato una dura reazione da parte delle opposizioni. “Quella di Piantedosi è un’affermazione sovvertitrice dell’ordinamento della Repubblica”, replica Angelo Bonelli di Avs.
Le segretaria del Pd Elly Schlein chiede “uno sforzo in più” al partito in vista delle urne. E attacca: “la riforma è uno sfregio della Costituzione che altera l’equilibrio dei poteri”.
Anche il leader M5S Giuseppe Conte si prepara allo sprint referendario. E Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana invita i fuorisede “a registrarsi come rappresentanti di lista”.
Intanto, in Parlamento è pronto a nascere l’intergruppo per il referendum, con esponenti per il sì da vari schieramenti. Tra questi, Roberto Giachetti (Iv), Ettore Rosato (Az), Luigi Marattin, Federico Mollicone (FdI), Benedetto Della Vedova (+E) e Pina Picierno (Pd).
Malumori nella stessa maggioranza
All’interno del centrodestra emergono però alcuni malumori, in particolare nella Lega, dove viene segnalata una certa irritazione per la percezione di una presenza limitata della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella campagna referendaria. “Un suo intervento – è il ragionamento di un big del partito – è fondamentale, potrebbe fare la differenza”
Adolfo Urso auspica che “la maggioranza silenziosa degli italiani scenda in campo con il voto”. Antonio Tajani, collegato all’evento di Forza Italia in Valle d’Aosta ricorda l’importanza di un referendum “per ridare sacralità alla toga troppo spesso inzaccherata dagli interessi di partito”.
