Giustizia Quotidiana

Referendum sulla giustizia, la scommessa di Meloni: “Vincerà il sì”

Meloni:" Sfatiamo il tabù di un Presidente della Repubblica di destra"
Scritto da Voce Alta

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è convinta che al referendum sulla riforma della giustizia vincerà il “sì”. La premier lo ha affermato in un’intervista a Bloomberg, spiegando che una bocciatura rappresenterebbe una grande occasione mancata per il Paese.

Secondo Meloni, “Se non vincesse il sì, come io invece credo che accadrà, sarebbe una grandissima occasione persa”, “un peccato”.

Referendum e legge elettorale tra le priorità politiche

Il referendum sulla giustizia e la riforma della legge elettorale rappresentano, secondo la premier, le due principali sfide della politica interna in questa fase.

Per prima cosa, la premier punta il dito contro “i toni apocalittici ridicoli” utilizzati da alcuni sostenitori del no alla riforma e chiosa: “Veniamo accusati di voler controllare i giudici” mentre “noi vogliamo liberarli” e “modernizzare” il Paese.

“Il tema della stabilità” fa “la differenza”, dice a Bloomberg, perché “quando si ha un orizzonte temporale più lungo, ci si può permettere di mettere in atto una strategia senza spendere le risorse necessarie per ottenere risultati immediati”. “E’ questa è la ragione per la quale lavoriamo anche con le riforme”.

La consultazione popolare è vista quindi come un passaggio decisivo nel percorso di riforme avviato dal governo. Meloni ha ribadito che la riforma mira a intervenire sul funzionamento della giustizia e non deve essere interpretata come un giudizio sull’esecutivo.

Gli attacchi dell’opposizione e le repliche della maggioranza

Il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia attacca: “Quando Meloni liquida come ‘ridicoli’ i toni di chi difende l’equilibrio tra i poteri, dimostra un’insofferenza verso controlli e contrappesi”. “La destra vuole colpire l’autonomia della magistratura”, rincarano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. E quest’ultimo si spinge oltre, esplicitando che la vittoria del no “sarebbe una sconfitta del governo”.

Non si fanno attendere le risposte della maggioranza:” La riforma pone le premesse per eliminare quello che è il vero male: la copertura correntizia”, sostiene il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Mentre da FI Enrico Costa accusa Pd, M5s e Avs di “non dire una parola nel merito” della riforma, ma chiedere “un voto” solo “secondo una logica di schieramento”.

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