A poco più di due settimane dal referendum sulla riforma della giustizia, un sondaggio realizzato da Ipsos indica un vantaggio del No nello scenario in cui l’affluenza alle urne si fermasse attorno al 42% degli aventi diritto. In questo caso i contrari alla riforma raggiungerebbero il 52,4%, mentre i favorevoli al Sì si fermerebbero al 47,6%.
L’appello al voto del governo
La premier Giorgia Meloni in radio, dopo avere ampiamente affrontato il dossier della guerra alle porte dell’Europa, lancia un accorato appello al voto. Chi vuole la riforma della giustizia, secondo la premier, “non potrà lamentarsi” se non spenderà quei “cinque minuti” per depositare il suo sì nell’urna.
“Ora o mai più” dice la premier, elencando quelli che a suo avviso sono i pro della riforma. A partire dalla fine delle correnti, grazie al sorteggio del Csm, che “garantisce minore dipendenza dalla politica”, e il premio al “valore dei singoli magistrati”, come sostiene anche il Consiglio nazionale di Forza Italia, riunitosi per lanciare la volata finale in vista dell’appuntamento elettorale.
Meloni punta poi il dito contro la sinistra, che è costretta a “mentire” visto che non sa “cosa dire” dal punto di vista tecnico.
La premier attacca anche i magistrati, in particolare i “giudici che bloccano” espulsioni e rimpatri di migranti illegali che sono anche, e cita un caso specifico, “stupratori”: dove sono, si chiede, “le femministe?”. Immediata la risposta delle deputate del Pd, che rinfacciano a Meloni di “usare il dramma degli stupri per la campagna referendaria”.
I timori del centrodestra
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio prova ad abbassare i toni “seguendo le sagge indicazioni di Sergio Mattarella”, aggiungendo di essere pronto anche a “stringere la mano” al procuratore generale Aldo Policastro, dopo le tensioni di inizio febbraio. Nordio non teme che le notizie provenienti dal Medio Oriente, dopo gli attacchi di Usa e Israele all’Iran, possano distrarre dal referendum.
Tuttavia, il timore è piuttosto diffuso nel centrodestra, mentre il sondaggio Ipsos che vede il No prevalere con affluenza al 42% non è passato inosservato.
Da Fratelli d’Italia auspicano che Giorgia Meloni partecipi all’evento pubblico a Milano, il 12 marzo, organizzato da FdI. Una maratona a sostegno del sì in teatro (al teatro Parenti) a cui dovrebbe partecipare tutto lo stato maggiore del partito, ministri compresi. La decisione definitiva, però non sarebbe ancora presa, legata anche all’evolversi della crisi mediorientale.
