Giustizia Quotidiana

Referendum, è polemica sulle parole di Bartolozzi

Referendum, Pregliasco: “Onda del No nel Paese, ma la sinistra non si illuda”
Scritto da Voce Alta

Le dichiarazioni sul referendum di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della giustizia, hanno fatto scalpore: “Finché la giustizia non ti marchia tu non lo capisci. Faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle: Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione”.

Queste frasi hanno immediatamente acceso lo scontro con le opposizioni.

Le parole di Bartolozzi

“Il penale uccide le persone, rovina la reputazione, uccide le famiglie”, ha detto Bartolozzi, ospite a TeleColor per parlare del referendum. Per poi aggiungere: “Io ho un’inchiesta in corso. Io scapperò da questo Paese. Diciamo la verità, finché le cose non ci capitano sulla pelle, voi non avete idea di che cosa vuol dire, chiaro?”.

Più tardi ha chiarito: “Fin dall’inizio della trasmissione ho precisato che la riforma è fatta in favore della magistratura per recuperare la credibilità, che purtroppo ormai è persa. Nel corso del dibattito ho più volte precisato che la gran parte dei magistrati sono eccellenti professionisti, che lavorano nel silenzio della aule e che non cercano ribalte. Solo una piccola parte, purtroppo quella correntizzata, governa però il sistema”.

Gli attacchi delle opposizioni

Non hanno tardato ad arrivare gli attacchi dell’opposizione. La collaboratrice del ministro “dovrebbe immediatamente dimettersi – hanno detto i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli – E, se non lo fa, dovrebbe essere il ministro Nordio a cacciarla seduta stante”.

Fino a quel momento, il centro della polemica era stato un video diffuso sul referendum dalla premier Giorgia Meloni. “Vi dicono andare a votare per mandare a casa il governo. Usano lo scudo del governo perché non vogliono una riforma che considero sacrosanta. Ma il governo non si dimetterà in caso di vittoria del No”. Per Meloni, “si è creato un clima di forte confusione, polemiche, semplificazioni slogan e talvolta informazioni parziali o peggio completamente distorte”.

Il presidente del M5s, Giuseppe Conte, ha subito preso in esame i due interventi: “Meloni ha speso 13 minuti di video per nascondere quello che Giusi Bartolozzi, il Capo di gabinetto del ministro Nordio, padre della riforma, ha ammesso in tv in pochi secondi”.

“Inaccettabili le parole della Bartolozzi”, ha detto la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga. Sulla stessa linea la deputata Pd Simona Bonafè: “In 13 minuti la presidente Meloni ha provato a raccontare le ragioni del sì. In 13 secondi, Giusi Bartolozzi le ha azzerate”.

Le scuse di Nordio

Sono poi arrivate le scuse del ministro Nordio: “mi dispiace per le parole usate dal mio capo di gabinetto. Anche se pronunciate nel contesto di un confronto televisivo lungo e acceso, quell’affermazione è apparsa un attacco all’intera magistratura. Come è chiaro a chiunque in buona fede, la riforma non indebolisce in alcun modo la magistratura né intende attaccare i magistrati, bensì punta a restituire loro prestigio e autorevolezza. Il mio capo di gabinetto ha già chiarito che si riferiva a una piccola parte di giudici politicizzati e sicuramente non avrà alcuna difficoltà a scusarsi per parole che sono certo non rispecchiano il suo pensiero e la stima che ha della magistratura, di cui, tra l’altro lei stessa fa parte”.

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