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Quando il luogo comune è una piacevole sorpresa: l’Andalusia. (I parte)

Sappiate in primis che tutto quello che avete sentito dire sull’Andalusia è assolutamente vero. Sia quando si parla di tre città splendide (Siviglia, Cordoba e Granada), sia quando si dice che luglio e agosto sono mesi off-limits per andarci, causa un caldo equatoriale. Non sarà tuttavia una temperatura di oltre 40 gradi a fermare l’interesse verso questi fantastici luoghi. Le città principali dell’Andalusia sono in realtà quattro, tra queste vi fa infatti parte anche Malaga, per quanto sia utile esclusivamente come punto di partenza e di arrivo, causa un buon collegamento aereo con l’Italia; per il resto, o avete la fortuna di capitare durante la “Feria de Malaga” (seconda metà di Agosto), oppure questa città rimarrà semplicemente uno dei ricordi di tante città mediocri visitate in giro per il mondo. Anche quello che potrebbe essere il fiore all’occhiello della città, ovvero il Museo Picasso (il pittore nacque in queste vie), non è nient’altro che un’accozzaglia di quadri mal disposti e mal spiegati. Ben altro discorso è quando si procede invece verso gli altri luoghi sopra citati: Granada, Cordoba e Siviglia. Non è facile consigliare un percorso orario o antiorario verso queste mete, ciò che è certo è che però vadano visitate assolutamente, per la loro eterogeneità e complementarità, tutte e tre. Granada è una delle due città al mondo (l’altra è Santo Domingo) che si contende le reliquie di Cristoforo Colombo, che, in questo caso, almeno secondo gli spagnoli, si trovano in un bel sarcofago nella magnifica Cattedrale, e ove recenti esami scientifici hanno accertato quanto meno il passaggio del corpo del celebre esploratore per questo sepolcro (c’è da dire che gli stessi esami hanno accertato il passaggio anche per quello di Santo Domingo, il problema della Sua definitiva sepoltura non è quindi stato risolto). Accanto alla Cattedrale è altrettanto imperdibile, per lo sfarzo emanato, la Cappella Reale, che a causa dei suoi “occupanti” è legato in maniera indissolubile con un invisibile filo rosso alla prima; sono qui infatti sepolti i Re cattolici più famosi di Spagna, coloro che diedero soldi e mezzi a Colombo per scoprire l’America: Isabella e Ferdinando. Sono però altri due i luoghi che faranno innamorare i viaggiatori di questa città, luoghi che, curiosamente, si trovano su due colline l’una di fronte all’altra: il suggestivo quartiere dell’Albayzin e la stupefacente Alhambra. E’ infatti essenziale dapprima girovagare per le stradine di questo appena citato quartiere arabo, e perdersi tra le viuzze, per potersi ritrovare infine su quello che è il belvedere di Granada, il Mirador di San Nicolas, e che ha, tra i suoi pregi, quello di dare un primo assaggio dello splendore dell’Alhambra; scendere quindi da questa collina e dirigersi verso quella dirimpetto, per ammirare da vicino lo splendore della città fortezza di Granada, sfondo di tante lotte di potere nei secoli, con la magia di catapultare ogni buon girovago in una realtà lontana anni luce dall’Europa e invece completamente araba e tanto vicino al Maghreb.
L’unica scocciatura cui si può incorrere nella visita all’Alhambra è quella della fila chilometrica per i biglietti, razionati e quindi particolarmente ambiti; il modo per ovviare tuttavia a questo aspetto sta nel prenotarli online o tramite il proprio albergo: siate certi che considererete il paio di euro in più dei diritti di prenotazione come tra i meglio spesi della vostra vita!

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