L’economia newyorkese è a una svolta, e con essa la cultura e l’immagine locale. La crisi dei grandi magazzini di Manhattan, status simbolo di ricchezza in numerosissimi film, stanno chiudendo uno ad uno. L’ultimo della lista è il Barneys, il quale sulle sue vetrine presenta la dicitura «il negozio chiude, tutto se ne deve andare».

Apparso in numerosi film, quali “Will and Grace” e “Sex and the City”, Barneys aveva gettato la spugna in agosto facendo ricorso alla bancarotta assistita. Dopo la liquidazione tutte le filiali di Barneys saranno vendute, tranne l'ammiraglia su Madison che resterà aperta nel 2020 comepop up store. Tra i creditori non assicurati c'erano nomi iconici della moda come Yves Saint Laurent, Balenciaga, Celine, Gucci, Prada, Chloé e Azzedine Alaïa.

I diritti del brand saranno ceduti alla Authentic Brands Group, la quale detieneal pari di quelli su Marilyn Monroe, Elvis Presley e Muhammed Ali, e alla B. Riley, che otterrà le borse, scarpe, gadget, brand e pret-a-porter di lusso, rimanenti dopo la liquidazione e dall’esaurimento della merce. Attualmente gli sconti sono sull’ordine del dieci per cento, ma la clientela si appresterà ad approfittare degli aumenti futuri. Scott Carpenter che cura i saldi per conto di B. Riley, ha infatti affermato che gli sconti aumenteranno «sulla base di una formula matematica che tiene conto della storia delle vendite per uno specifico oggetto e un senso della sua desiderabilita. Qui abbiamo capi di designer molto esclusivi, di alta gamma».

Sulla via, sempre addobbata a festa in questi mesi, si respira un triste Natale.