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Papa Leone XIV: il primo pontefice statunitense

Scritto da vocealta

“La pace sia con tutti voi” e che sia “una pace disarmata e disarmante”: queste sono state le prime parole pronunciate da Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, il primo pontefice statunitense nella storia della Chiesa cattolica romana. Rivolgendosi ai fedeli in piazza San Pietro, ha espresso il desiderio di “una Chiesa missionaria che costruisca ponti di dialogo”

Le origini di Leone XIV

Originario di Chicago, Illinois, e discendente da una famiglia con origini italiane, francesi e spagnole, Robert Francis Prevost – descritto dalla CNN come un “leader carismatico” – ha intrapreso inizialmente studi in ambito scientifico, laureandosi in matematica presso la Villanova University in Pennsylvania. Successivamente si è formato in teologia presso la Catholic Theological Union della sua città natale. La sua preparazione lo ha poi portato a Roma, dove ha studiato diritto canonico alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino. È stato ordinato sacerdote nel giugno del 1982.

Un Papa missionario

Prevost non figurava tra i candidati favoriti secondo le previsioni della stampa nei giorni precedenti al Conclave. Elevato al rango di cardinale da Papa Francesco nel 2023, Prevost è membro dell’Ordine di Sant’Agostino, che ha guidato per oltre dieci anni nel ruolo di priore generale. In questo ruolo, ha maturato una significativa esperienza nella conduzione di una comunità religiosa presente a livello globale.

La sua elezione ha colto molti di sorpresa, anche a causa della consueta ritrosia del Vaticano verso un Papa proveniente dagli Stati Uniti, nazione spesso vista con cautela per via del suo peso politico ed economico globale. Tuttavia, il suo percorso ecclesiale, che abbiamo visto includere importanti incarichi nella Curia romana e una lunga esperienza missionaria in Perù — prima nella diocesi di Trujillo e poi come vescovo di Chiclayo — ha contribuito a vincere le resistenze.

Gli anni recenti

Inoltre,  ha guidato il Dicastero per i vescovi, ossia l’organo vaticano responsabile della nomina dei vescovi nel mondo. In qualità di prefetto del Dicastero per i Vescovi, ha avuto il compito di valutare e proporre le nomine episcopali al pontefice. Ha altresì presieduto la Pontificia Commissione per l’America Latina, consolidando il suo legame con il continente dove ha svolto gran parte del suo servizio pastorale.

In un’intervista concessa a Vatican News subito dopo la sua nomina a capo del Dicastero per i Vescovi, Prevost ha affermato: “Mi considero ancora un missionario. Essere missionari, annunciare il Vangelo in ogni luogo, è la vocazione di ogni cristiano”.

Prevost ha inoltre parlato dell’impegno della Chiesa nella lotta contro gli abusi da parte del clero, riconoscendo i progressi già compiuti in alcune aree, ma sottolineando anche come “resti ancora molto da imparare e da fare”.

La linea di Leone XIV

Robert Prevost ha sempre mostrato sintonia con molte delle linee guida del pontificato di Papa Francesco, in particolare sul fronte della tutela dell’ambiente e dell’accoglienza verso i migranti. Condivide anche lo stile pastorale improntato alla vicinanza con il popolo di Dio, specialmente con i più vulnerabili, pur mantenendo un atteggiamento più sobrio e riservato rispetto al suo predecessore. Tuttavia, risulta più prudente rispetto alle aperture, seppur parziali, che Francesco ha mostrato nei confronti della comunità LGBTQIA+.

Il commento di Donald Trump

Alla notizia della sua elezione, il presidente americano Donald Trump ha espresso le sue congratulazioni tramite un messaggio pubblicato su Truth Social: “È un grande onore sapere che abbiamo il primo Papa americano. Un’emozione incredibile e un grande motivo di orgoglio per la nostra nazione. Non vedo l’ora di incontrare Papa Leone XIV. Sarà un’occasione davvero speciale”.

 

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