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Oxfam, crescono le disuguaglianze: in 26 posseggono le ricchezze di 3,8 miliardi di persone

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Una globalizzazione 4.0 che funzioni e sia inclusiva e sostenibile. Una governance internazionale efficace. Il rilancio dell'agenda climatica. Sono questi i temi principali del Wef 2019, uno degli appuntamenti economici e politici più importanti a livello mondiale che partirà domani a Davos. E alla vigilia del vertice arriva il Rapporto Oxfam 2018 (Oxfam International, organizzazione non governativa molto attiva nella lotta alla povertà e alle diseguaglianze) “Bene pubblico e ricchezza privata” che sottolinea quanto, a dieci anni dall’inizio della crisi finanziaria, la disparità economica sia sempre più in crescita e sempre più radicata con la ricchezza concentrata in poche mani. L’anno scorso soltanto 26 individui possedevano la ricchezza di 3,8 miliardi di persone, la metà più povera della popolazione mondiale. Nel 2017 queste fortune erano concentrate nelle mani di 46 individui e nel 2016 di 61 miliardari. E anche in Italia si registra la medesima tendenza, con il netto aumento della concentrazione delle ricchezze.

Alla fine del primo semestre del 2018, secondo il rapporto Oxfam, il 20% più ricco degli italiani detiene il 72% della ricchezza nazionale (il cui ammontare complessivo si è attestato su un valore pari a 8.760 miliardi di euro, registrando un aumento di 521 miliardi in 12 mesi), il successivo 20% è titolare del 15,6% della ricchezza, mentre al restante 60% più povero spetta appena il  12,4% della ricchezza nazionale. Il 10% che si colloca in cima (in termini patrimoniali) alla popolazione italiana possiede oggi oltre 7 volte la ricchezza della metà più povera della popolazione. E confrontando le posizioni più alte con quelle poste alla base della scala, ovvero con la popolazione più povera, il risultato è ancora più chiaro e deciso: il volume di averi del 5% più facoltoso degli italiani, a cui spetta il 43,7% della ricchezza nazionale netta, è pari a quasi tutto il capitale detenuto dal 90% più povero degli italiani. La posizione patrimoniale netta dell’1% più ricco, identificato dal possesso di una ricchezza nazionale del 24,3%, vale 20 volte la ricchezza detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione italiana.
La ricchezza dei primi 21 miliardari italiani dell’elenco stilato annualmente dal Forbes, rivista statunitense di economia e finanza, datata con precisione a marzo 2018, equivale alla ricchezza netta detenuta a fine giugno dello stesso anno dal 20% più povero della popolazione, pari precisamente a 107,1 miliardi di euro. L’evoluzione della quota di ricchezza detenuta dall'1% più ricco italiano rivela una crescita a partire dal 2009, interrotta soltanto nel 2016 e 2017 da un calo verificatosi proprio in quel biennio. La quota di ricchezza detenuta a metà 2018 (24,33%) supera di circa 1,5% quella a disposizione del top-1% a inizio del nuovo millennio.
Negli  anni intercorsi tra l’inizio del nuovo millennio e il primo semestre del 2018 le quote di ricchezza attribuibili al 10% più ricco tra gli italiani e alla metà più povera della popolazione hanno mostrato un andamento opposto: in risalita la prima, che fine giugno 2018 ha registrato il 56,13% (contro il 50,57% del 2000), mentre in costante discesa l’altra, quella spettante alla popolazione più povera, che è passata  dal 13,1% di inizio millennio ad appena il 7,85% a metà 2018. 

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