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Mattarella firma dl fisco, ma la Ue boccia la manovra

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Il decreto legge sul fisco è legge. Dopo varie vicissitudini tormentate, come la denuncia da parte di Luigi Di Maio di una «manina» che avrebbe modificato il testo della norma e le tensioni relative al condono occorse nel governo la settimana scorsa, la bollinatura da parte della Ragioneria dello Stato, ovvero l’ultimo passaggio necessario prima che il decreto venga inviato al Quirinale, è arrivata ieri in tarda serata.

Questa mattina il testo è dunque giunto al Colle, dove il Presidente della Repubblica lo attendeva per la firma e la promulgazione. Così, attorno all’ora di pranzo, Sergio Mattarella ha apposto il suo nome sul decreto contenente il cosiddetto «mini-condono», ovvero il “saldo e stralcio” sulle cartelle di chi ha avuto difficoltà economiche.

È ormai certo che la Commissione Ue boccerà la manovra: è la prima volta che l'esecutivo europeo rispedisce al mittente il bilancio. Con una conferenza stampa fissata per le 15:30 i commissari spiegheranno i motivi del no di Bruxelles. La bocciatura sembra essere ormai inevitabile, ma il governo mostra compattezza.

«Dobbiamo vincere la paura, l’unica cosa di cui dobbiamo avere paura in questo momento è proprio la paura» ha dichiarato questa mattina il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico. «L’andamento dello spread – prosegue Luigi Di Maio – in questi giorni dimostra che i mercati vogliono molto più bene all’Italia di alti commissari europei».

Mostra sicurezza anche l’altro vicepremier, Matteo Salvini, che assicura: «L’unico organismo che potrà migliorare la manovra è il Parlamento italiano, non togliamo un solo centesimo dalle tasche degli italiani». «Ascoltiamo tutti – conclude il ministro dell’Interno – ma non torniamo indietro».

Proprio il titolare del Viminale torna a occuparsi di un’altra polemica, quella con la Francia riguardante gli episodi occorsi alla frontiera con l’Italia. Secondo fonti del ministero – infatti – lo Stato di Emmanuel Macron avrebbe tentato di «scaricare» in Italia anche dei minorenni, per eludere le procedure previste dal trattato di Dublino. «Chissà se Moscovici sarà scioccato anche per la tentata espulsione di minorenni stranieri da parte della Francia – ha detto a proposito il segretario della Lega – oppure il commissario Ue riserva il suo turbamento solo per una giusta battaglia come quella del sindaco di Lodi».

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