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M5s, Di Maio apre a nuove regole: via il tetto dei due mandati per i consiglieri

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Apertura a un dialogo con le «vere liste civiche» presenti sul territorio ma senza fare «ammucchiate»; «nuove regole per i consiglieri comunali e regionali, perché si possa, per la prima volta dalla nascita del Movimento, andare oltre il secondo mandato. Poi disegnare una nuova struttura regionale e nazionale per aiutare il dialogo tra i vari livelli di portavoce e attivisti». Questi sono i punti salienti al centro della conferenza stampa indetta da Luigi Di Maio per «raccontare» la riorganizzazione interna al Movimento. Una decisione che coincide con il non buono risultato elettorale in Sardegna ma che nasce anche da un dibattito interno ai vertici del M5s. Si tratta di fatto di una vera e propria rivoluzione, che sarà comunque affidata al dibattito interno alla piattaforma Rousseau. Dopo una settimana e dopo una sintesi, ci sarà un voto tra gli utenti. 

«Oggi apriamo la discussione all'interno del Movimento per la nuova organizzazione, la discussione di alcune regole», ha detto Di Maio. Che ha comunque voluto sottolineare che «il governo Conte andrà avanti per cinque anni» e che la sua leadership, come da regolamento «se ne riparla fra 4 anni». Sui presunti screzi tra lui e il leder fondatore Peppe Grillo risponde: «ci siamo sentiti 10 minuti fa, non c'è nessun diverbio eppure ad ogni voto per le amministrative escono frasi, virgolettati… Non c'è nessun problema con lui, basta con queste sciocchezze: vi ringrazio per quel che scrivete, ci costringete a sentirci ancor di più».

Sui possibili apparentamenti sul territorio DI Maio ha spiegato che non ci sono tempi certi, «non c'è fretta». «Avvieremo un dialogo con le 'vere liste civiche», ha detto. «Inizierei comunque con delle sperimentazioni – ha poi spiegato -. Ci sono liste fabbricate in provetta che non ci interessano». Invece, ci sono gruppi civici che collaborano col Movimento e «questo può essere interessante. Ma ci vuole tempo, non abbiamo fretta». Il leader M5s ha specificato che il percorso per decidere sulle eventuali alleanze con le civiche richiederà tempo, proprio per «evitare trappole».

Sul secondo mandato Di Maio ha detto che considerare un consigliere comunale «un privilegio» e per questo è necessario discutere di nuove regole. Dal secondo mandato si può pensare che «quest'ultimo «non valga» consentendo ai consiglieri di «candidarsi in Parlamento». «La riorganizzazione del M5s presuppone innanzitutto maggiore esperienza», ha sottolineato il leader del M5s, a esempio con «un primo mandato come consigliere comunale. Ci sarà dibattito nell'area di ascolto su Rousseau. Ma ne discuterò anche con i parlamentari, con gli stessi sindaci, faremo una sezione». Quel che emerge è, che al momento, questa regola non valga per i parlamentari. 

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